Intervista all’autore Fabrizio Colucci

Fabrizio Colucci e il nuovo libro “Le scelte dei grandi”
“Le scelte dei grandi” edito da Il Rio edizioni è l’ultimo libro di Fabrizio Colucci, che lavora all’interno di numerose case di produzione collaborando all’uscita di molte pellicole per il grande schermo. Un libro che appare come una sceneggiatura, diretto, scorrevole. Quello che abbiamo qui davanti, è un noir, un libro che racconta di un investigatore e lo fa in 72 pagine.
Nel ringraziare Fabrizio Colucci per aver accettato di rispondere alle nostre domande, iniziamo dalla prima. Giorgio Lamberti, il protagonista, che tipo è?
Grazie per questa intervista. Lamberti è un uomo che ha sempre affrontato le scelte che la vita gli metteva dinanzi in maniera diretta. È cosciente degli errori che ha commesso e non si piange addosso. Reagisce sempre perché non si da’ mai per vinto e prova sempre a trovare una soluzione, anche se il suo essere perdente non lascia mai spazio alla vittoria ma quasi sempre alla sconfitta.
Il protagonista si ritrova all’improvviso a inseguire due malviventi che portano via una ragazza. Ci sono dei riferimenti a qualche caso in particolare a cui si è ispirato?
Nessun caso in particolare. Ricordo, vagamente, in passato di aver letto un articolo di un giornale nazionale che parlava di una coppia che aveva venduto la propria figlia per far fronte a dei debiti. Ovviamente parliamo di follia pura. È una situazione al limite. Penso che a volte quando la disperazione prende il sopravvento si possa, facilmente, perdere il lume della ragione.
Il noir prende spunto dalle cronache dei giornali, da quello che accade intorno a noi, sono poche le persone che si soffermano ad osservare seriamente ciò che accade. È una prerogativa della nostra società o è sempre stato così?
Siamo circondati, ahimè, da casi di cronaca nera. Ovviamente non tutti vengono alla ribalta. Ma oggi più di ieri siamo bombardati da tv e giornali che ne parlano soprattutto in maniera morbosa. Penso che siano pochi quelli che trattano questi argomenti in maniera seria e con la dovuta cautela.
Trovo interessante nomi e cognomi che ha dato ai suoi personaggi: Lamberti, Tornatore, Brega, Onofrio… hanno un significato particolare? Come li sceglie?
Li ho scelti prendendo spunto dalla letteratura e dalla cinematografia. Giorgio lamberti è un omaggio a Scerbanenco. Gli altri li ho scelti cercando di rispettare la provenienza geografica, ad esempio Brega ad un romano, Tornatore ad un siciliano, oppure pescando tra i nomi di attori e registi. È divertente affibbiare i nomi ai personaggi. Per dare un nome ai due malviventi mi sono messo a cercare tra le squadre di calcio. Ovviamente tengo a precisare che i personaggi sono frutto di fantasia e quindi anche i loro nomi non fanno riferimento a nessun personaggio reale.
72 pagine per raccontare un noir, capitoli divisi per giorni, in uno stile diretto. Quanto il cinema influenza la sua scrittura?
Sono cresciuto guardando tanti film. Ho la fortuna di lavorare nel mondo del cinema. Da adolescente era il mio sogno. Non posso, quindi, nascondere che è una parte importantissima della mia vita. Di conseguenza il cinema entra di prepotenza nella mia scrittura.
Quanto c’è di Fabrizio in Giorgio e viceversa?
In realtà poco o nulla. Mettiamola così: il protagonista è un personaggio che io avrei voluto essere. Ma per fortuna o purtroppo non sono. Se proprio devo trovare un punto di contatto può essere il cibo. Giorgio mangiucchia panini, mele, beve caffè o qualche bicchierino di calvados. Ecco: io amo mangiare e anche lui.
Siamo curiosi di sapere anche qual è il suo posto ideale per scrivere, quando lo fa e come?
Nel caso specifico del libro “Le scelte dei grandi” sono stato “costretto” a scriverlo a casa per via del lockdown. Il libro è stato scritto in quel periodo e soprattutto di notte quando riuscivo a ritagliarmi uno spazio tutto mio. In generale mi piace scrivere di notte con il silenzio intorno. Magari seduto sul divano o anche ad una scrivania. Alcune volte immagino che un giorno scriverò in una casa in riva al mare o in una baita di montagna o in un appartamento a New York. Come si dice: sognare non costa niente. Comunque a parte i sogni se dovessi iniziare a scrivere con più costanza dovrei sicuramente imparare a gestire meglio il tempo. Certo non potrei scrivere solo di notte.
Il suo prossimo progetto?
Penso di mettere mano a due storie con protagonista Giorgio Lamberti. Poi mi frullano per la testa altre idee che devono però trovare ancora un amalgama. Più che altro devo trovare il tempo di metterle per iscritto.
Grazie per essere stato con noi e “in bocca al lupo” per il suo lavoro!
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