8 marzo di cambiamento

Immagine da web
Immagine da web

Per la festa della donna di quest’anno, non vorrei nulla di speciale. Non vorrei fiori donati con un sorriso da chi, subito dopo, lo lascia cadere in un baratro. Non vorrei una serata speciale da passare in compagnia di un gruppo di altre donne folleggiando per la città perché è il giorno in cui è possibile fare pazzie e follie con il beneplacito della parte maschile, pronta ad esibirsi per le nostre soddisfazioni personali o sessuali.

Per l’8 marzo, vorrei che le donne, tutte le donne, si amassero di più. In questa giornata sorprendentemente consumistica e ormai passata agli “onori della cronaca” come la giornata in cui gli uomini ci lasciano libertà di divertimento, vorrei che le cose cambiassero.

Vorrei che le donne amassero di più il loro corpo, non permettendo agli uomini e alla società di metterlo costantemente in mostra con spot, foto, immagini e scene sessiste, in cui tutto appare tranne che la realtà di quello che è la donna. Vorrei che l’amore per il proprio corpo permettesse alle donne di evitare di venderlo per il piacere effimero di qualcuno. Vorrei che le donne amassero ancora di più il proprio corpo e lottare per evitare che questo sia venduto per la strada, in ogni sua forma.

Vorrei che le donne prendessero coscienza della loro forza intellettiva, del loro coraggio, della loro infinita saggezza e che non si facciano manipolare da una società che le ha etichettato degli stereotipi così fasulli da renderle non dico inoffensive, ma indifese a livello conscio e inconscio. Vorrei che le donne mostrassero di avere una vita reale in un mondo che le vuole identificare solo come oggetto sessuale e riproduttivo.

Ecco, se le donne prendessero coscienza di sé, della loro forza, della loro importanza a livello sociale, insegnando nelle proprie case, nelle proprie famiglie, ai propri figli il rispetto soprattutto per le altre donne, per quelle che un giorno i propri figli sposeranno, ameranno, frequenteranno, cresceranno.

Se accadrà una cosa del genere, solo allora si potrà festeggiare e ringraziare la lotta di tutte quelle donne che negli anni, nei secoli, non hanno fatto altro che cercare di insegnare ad altre donne, a non vendersi, a non mettere in gioco il loro corpo e i loro sentimenti per denaro, ma di ricercare parità e rispetto nel mondo in ci vivevano e in quello che le avrebbe seguite.

Print Friendly, PDF & Email

Se il nostro servizio ti piace sostienici con una donazione PAYPAL

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

LEGGI ANCHE