Passa la legge sull’aborto in Argentina

Laika festeggia la legalizzazione dell’aborto in Argentina con un manifesto

Il 2020 non ha portato solo la pandemia, ma anche cose positive. Una di queste ci ha raggiunte sul finire dell’anno, il 30 dicembre ed è di grande rilevanza: la legalizzazione dell’aborto in Argentina. A confermarne l’importanza è anche l’artista Laika che ha voluto celebrare la notizia con un poster apparso la sera del 30 dicembre a Roma, in via Po, davanti all’ambasciata argentina. L’opera si rifà a un famoso poster che risale alla Seconda Guerra Mondiale “We can do it!”.

L’immagine ritoccata, presenta una ragazza con il tradizionale “pañuelos verdes” (fazzoletti verdi) simbolo dei sostenitori della Campagna per il diritto all’aborto legale. “Finalmente in Argentina una battaglia lunga decenni giunge a compimento ma c’é ancora moltissima strada da fare in tutto il mondo. Solamente 60 paesi permettono l’accesso libero e legale all’aborto; solo il 37% delle donne in età fertile vive in paesi in cui l’aborto è permesso senza divieti. Oggi si festeggia questo importante traguardo per ripartire ancora più forti domani con la speranza questo vento di cambiamento soffi su tutto il Sudamerica” ha dichiarato l’artista.

Ebbene sì, il risultato raggiunto in Argentina è molto importante e dà una svolta all’intera politica del Sudamerica. Il 30 dicembre si attendeva la storica votazione dei Senatori, dopo che la Camera dei deputati argentina aveva già approvato il progetto. Ad annunciare i risultati la presidente del Senato Cristina Fernández de Kirchner con una frase che resterà storica: “il progetto è approvato!”. Una decisione maturata dopo un dibattito durato 12 ore e ha prodotto un risultato di 38 voti a favore e 29 contrari, lasciando la possibilità ai medici, della possibilità di avvalersi dell’obiezione di coscienza. Nel paese sudamericano il processo per la legalizzazione dell’aborto era cominciato 15 anni fa e portato avanti con una lunga battaglia che ha visto scendere in campo le donne e non solo, con il loro fazzoletto verde, divenuto simbolo di libertà di scelta.

I paesi del Sud America che hanno inserito nella loro legislazione  sono Uruguay, Cuba, Guyana e Città del Messico, quest’ultima non in tutta la nazione. A questa, d’ora in poi, si può aggiungere l’Argentina e si spera che presto anche altre nazioni seguano il suo esempio. Non solo, l’Argentina si aggiunge, nel 2020, alla Nuova Zelanda, dove la legge per la legalizzazione dell’aborto, anche in caso non strettamente medico, eliminandolo dalla lista dei reati.

Non entro nel merito della mia concezione personale dell’aborto, o di quella delle altre persone. In primis ci si dovrebbe concentrare sui rischi e sul numero di donne che rischiano gravi conseguenze nell’essere costrette a praticare l’aborto clandestino. Eseguire operazioni del genere, in ambienti non sterilizzati e poco consoni alla salvaguardia delle pazienti, non sono concepibili nel terzo millennio, vista anche la diffusione dell’illegalità in molti paesi dell’intero globo.

La notizia che sembra apparire in secondo piano è quella che, secondo la legge, l’aborto diventa legale. Questo dovrebbe farci riflettere sul tema. Nel paese in cui abortire è una pratica fuorilegge, non significa che le donne non lo facciano o che non siano costrette a farlo in ambienti nei quali non si salvaguardia la loro sicurezza e la loro vita. Renderlo legale significa permettere alle donne di avere accesso a strutture adatte dove sono presenti sanitari che possono prendersi cura di loro, in modo adeguato, prima e dopo l’intervento. Un diritto che, almeno nei paesi industrializzati, o che si ritengono tali, deve essere riconosciuto, proprio per la necessità di salvaguardare la libertà di scelta e la salute delle donne.

La storia ci ha insegnato che, rendendo l’aborto illegale, con conseguenze anche detentive per chi lo pratica e chi lo fa, non è un deterrente, perché esso continua ad essere pratico, con la sola conseguenza di mettere a repentaglio la vita di chi lo applica, che sia per motivi di salute o per scelta o per altre ragioni.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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