La Rocca Albornoz di Narni

Foto Sissi Corrado

L’imponente costruzione in pietra affascina per potenza e bellezza

La Rocca di Narni, o Rocca Albornoz, si erge prepotente e imperiosa sulla cittadina sottostante. Le sue mura, come le sue torri massicce trasmettono quel senso di impotenza che sicuramente provavano i nemici che volevano conquistarla e che, dinanzi a quella costruzione, temevano, spesso a ragione, di non poterla penetrare.

Per provare quella sensazione, basta incamminarsi a piedi partendo dalla piazza di Narni, percorrendo le vie strette e in salita che portano verso la collina alta 332 m s.l.m. e, se proprio vogliamo provare l’ebrezza della fatica dei soldati medievali, carichiamo il nostro zaino e saliamo mentre il sole caldo dell’estate si affaccia sulla cittadina. Potremmo anche decidere di farci, invece, una bella camminata a prima mattina, muniti della nostra macchina fotografica, consci che, lungo il cammino, troveremo molti scorci interessanti da fotografare e per questo la nostra passeggiata sarà piacevole e ricca di sorprese.

Le prime ci appariranno appena lasceremo il centro antico, nel quale le case in pietra si ergono con la loro storia, per passare a costruzioni più moderne. Sembra quasi un passaggio naturale da un mondo fantastico alla realtà. Riprendendo il cammino, però, tra vegetazione, panchine sparse lungo il percorso e stupendi panorami, si giunge a scorgere più da vicino la Rocca, anche se non si è ancora arrivati. Sarà anche per la maestosità delle mura che sembra vicina, ma senza disperarsi, sappiate che giungere all’ingresso richiede ancora un adeguato cammino, serpeggiando tra la collina.

Foto Sissi Corrado

All’arrivo la sensazione di essere piccolissimi dinanzi a questa costruzione, è sempre più forte. Oggi un verdeggiante giardino circonda l’ingresso, con alte piante e fiori profumati dove le famiglie degli insetti vivono in dolce armonia con la natura.

La Rocca fu costruita nella seconda metà del XIV secolo su una collina, appunto, dal Cardinale Egidio Albornoz, ben posizionata fisicamente, favoriva la difesa della stessa. Negli anni fu assediata più volte e nel 1527 anche dai Lanzichenecchi, nel loro ritorno dal sacco di Roma. Assedio invano, perché a cadere fu solo la città di Narni, mentre la rocca, circondata anche da un fossato, non si arrese. Nel 1395 fu conquistata da Pandolfo Malatesta e nel 1417 da Braccio Fortebraccio che si impadronì anche di Narni. Quindi passò nelle mani del papa Martino V e della sua famiglia, quella dei Colonna. Agli inizi del ‘900 fu acquistata da un nobile russo, ma tornò in mano al comune e alla cittadina, quando i suoi discendenti la rivendettero, era il 1972.

Foto Sissi Corrado

La sua forma quadrangolare si distingue anche per il maschio che si innalza tenebroso verso l’alto. Dalle torri si potevano controllare le vie di comunicazione e l’avvicinarsi delle truppe nemiche. Il cortile interno, spazioso, presenta al centro un pozzo e si è circondati dalla muratura. Da qui è possibile vedere solo il Maschio, la torre più alta che è formata da due diverse strutture, torre maschio e torre femmina.

Al suo interno è possibile visitare la cappella, che conserva ancora degli affreschi e anche quella che oggi viene utilizzata come sala conferenze. Una scala porta ai piani superiori dove ci sono diverse stanze visitabili. Qui vengono conservati alcuni oggetti che hanno fatto parte dell’arredo del castello dalla sua costruzione oltre ad istallazioni anche multimediali, che raccontano la vita e la storia non solo della Rocca, ma anche di personaggi che hanno dato lustro a Narni. Anche se la rocca aveva una funzione particolarmente difensiva, sono molti i personaggi illustri che vi hanno soggiornato.

Foto Sissi Corrado

Ampia è la stanza degli onori che presenta all’interno una lunga tavola con alle pareti degli scudi. Prima di riscendere dal piano superiore, si passa in uno dei punti panoramici più belli della Rocca: l’affaccio su Narni. Un altro punto panoramico interessante è quello che si trova al piano terra, uscendo dal cortile e andando verso i bagni. Il cortile esterno molto ampio, presenta una piccola piramide in vetro che permette di guardare all’interno della Rocca e sporgendosi verso l’esterno, è possibile vedere gli Appennini e la vallata.

Foto Sissi Corrado

Nel lasciare la Rocca, è possibile cambiare percorso avventurandosi su un’altra discesa, molto più ripida e veloce che in meno tempo riporta al borgo di Narni, dove sarà possibile prendere qualcosa di fresco o un bel caffè ripensando alla bella impresa appena compiuta.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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