Le donne non sono mai state piccole

Camilla Filippi porta in scena la vita di donne che hanno cambiato il mondo

Parlare di donne è sempre complicato. Se ne parla poco, se ne parla tanto, ma forse se ne parla soltanto, senza realmente entrare nelle giuste dinamiche e nel mettere in campo le soluzioni. E se ne parla da tanto, forse troppo tempo, senza, in realtà, concludere realmente nulla. “Quante donne non hanno visto riconosciuto il proprio lavoro, o peggio, sono stare dimenticate?”. È la domanda che dà il la allo spettacolo Non esistono piccole donne, scritto da Johannes Bückler (People Editore) interpretato da Camilla Filippi, con la voce fuori campo di Francesco Montanari e la regia di Susy Laude, in scena l’OffOff Theatre di Roma.

Raccontarle non è solo un gesto di gratitudine ma di diffusione del loro voler essere accettate per come sono. Le donne sono libere e per questo devono essere lasciate libere di scegliere e di vivere, non solo, ma anche di veder riconosciuti i propri talenti e le proprie battaglie. Ci sono donne che hanno subito la deportazione, ebree rinchiuse nei campi di concentramento, oppure partigiane che hanno lottato per la libertà non meno dei loro compagni uomini, in difesa di ideali che sono diventati la base della nostra società. Donne che hanno sfidato le restrizioni imposte a causa del loro sesso, come chi ha gareggiato in competizioni maschili, o sfidato la società per il solo modo di vestirsi. In ogni azione delle stesse, vi è un momento importante, che ne rivela l’acquisizione della consapevolezza di sé, del proprio essere donna e del voler essere libera di poter fare ciò che si vuole.

La prima donna portata in scena nello spettacolo è Franca Viola. Più che donna una ragazzina di 16 anni che si ribella al matrimonio riparatore, autorizzato dalla legge italiana. Eppure la forza e il coraggio della giovane hanno cambiato la concezione della figura femminile in Italia, svecchiando anche la legge. Lei giovane sedicenne, si è contrapposta alla mentalità sociale e politica di una Sicilia e soprattutto di un’Italia, che vedeva il ruolo della donna subordinato a quello dell’uomo.

L’impatto che questa figura femminile ha sull’inizio dello spettacolo è forte, determinante e sottolinea la capacità del mondo femminile, di venir fuori in qualsiasi momento, ad ogni età, nella piena consapevolezza della propria forza e dei propri diritti. Le altre figure non sono da meno, ogni donna in scena viene raccontata in prima persona o raccontata da un narratore. Savina Ruper, Rita Rosani, Alfonsa Morini Strada, Mary Ann Bevan, sono solo alcune delle donne che hanno attraversato la storia lasciando un segno indelebile. Donne che nel loro essere sé stesse, hanno dato modificato il pensiero, l’opinione e dato coraggio e speranza a chi le ha seguite.

È la stessa Camilla Filippi che con qualche piccolo accorgimento scenico, cambia personaggio, applaudito ad ogni cambio, e che nel dar voce allo stesso, riesce a catapultare lo spettatore nella sua vita, nella sua lotta che, consapevolmente o meno, viene affrontata da queste donne senza timori. Attrice che abbiamo visto più in tv o al cinema e che in questo spettacolo si apprezza anche a teatro, riuscendo a catalizzare l’attenzione su di sé, più che sugli arredi scenici, o in altre direzioni. Apprezzata è anche la regia di Susy Laude, che riesce a mantenere lo sguardo dello spettatore sempre all’erta e sulla scena, restituendo l’impegno di chi ha preparato uno spettacolo d’impatto.

Ciò che avviene sul palco non è un riconoscimento, quanto il racconto delle loro vite, che, a guardarle da fuori, sono vite di eroine, intrise di vitalità, coraggio, determinazione, caparbietà nel perseguire le proprie idee. E lascia sgomento che in Italia ogni via abbia un nome e che la quasi totalità delle stesse, sia attribuita a uomini, mentre quelle che recano incisi nomi di donne, per la metà siano dedicate a Madonne o sante. Ci sarebbe da riflettere davvero tanto sulle parole dette e quelle intuite attraverso Non esistono piccole donne, perché nel titolo dello stesso, c’è l’intera concezione di un mondo che fatica ancora oggi ad emergere.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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