Alla ricerca della felicità

Daniele Parisi ci pone dinanzi alla fame dell’uomo

Al Teatro Tor Bella Monaca di Roma in scena Io per te come un paracarro, uno spettacolo scritto, diretto ed interpretato da Daniele Parisi. Il suo è il racconto di una coppia che aspetta un figlio e in questa, che dovrebbe essere un’avventura tranquilla, responsabile, amorevole, facilitata dalla società, i due si trovano, invece, a doversi confrontare con il mondo. Un figlio significa anche prendersi delle responsabilità e la coppia decide di partire alla ricerca di un posto per poter mettere su famiglia. Ma il viaggio non è proprio come se lo erano immaginato, inoltre la famiglia di lui non vuole lasciali andare, ed evidenzia patologie non risolte.

Lui, cercherà in tutti i modi di difendere la scelta di coppia e di trovare un luogo che possa ospitarli con dignità. Nel loro cammino saranno tante le figure che incontreranno e che, attraverso la loro presenza e i loro consigli o modi di porsi nei loro confronti, mineranno le sicurezze, nonché i sogni dei due. Un viaggio tragicomico che coinvolge le vite dei genitori, ribaltandosi sul pubblico che tra una risata e l’altra, si ritrova a doversi confrontare con un’umanità che tenta di frenare la voglia di vita di chi, invece, è alla ricerca di un posto migliore.

Daniele Parisi porta in scena uno spettacolo dai risvolti divertenti e ben delineati. Ogni incontro si affaccia con delusione alla vita, ma lo fa in maniera così tragicomica che prendersi in giro, per un attimo, sembra la soluzione migliore. D’altro canto, riflettere ridendo è possibile, come guardarsi allo specchio e rivedere le scelte, i sogni, le illusioni infrante dinanzi al rifiuto della società di intervenire con decisione in situazioni drammatiche. Ciò che si evidenzia è una fame incredibile, non solo fisica, relativa al cibo che non riesce a trovare, ma anche d’affetto, d’amore, di comprensione. Fame di incontri, di relazioni con l’altro, di umanità. In fondo l’uomo che va alla ricerca di qualcosa è sempre un uomo che ha “fame” di ciò che non ha, e questa viene alimentata dal desiderio di trovare ciò che cerca, consapevole che si possa raggiungere la felicità.

Ma i risvolti della comicità di Parisi vanno ben oltre il suo monologo. Durante lo spettacolo, infatti, l’attore distrugge la quarta parete per scendere tra il pubblico e coinvolgerlo attivamente nello spettacolo. Cos’è l’amore, cosa significa e quanta importanza ha il desiderio di cercare un posto migliore per far crescere la propria famiglia, cosa possono significare i continui rifiuti e dinieghi verso chi è in cammino, penso all’oste, così veniale e della fame, così reale, che accomuna tanti oggi. Domande e riflessioni che aleggiano tra il pubblico e che ritornando a casa, ci portano a riflettere sulle tragedie che coinvolgono il nostro quotidiano, forse troppo abituato a vedere ma non ad osservare.

Lo spettacolo è anche un insieme di intuizioni del regista/autore/attore. Tocca mettere in evidenza la capacità di Daniele Parisi, di animare la scena attraverso suoni e rumori che lo accompagnano nei suoi dialoghi, descrivendo luoghi, ambienti ed emozioni. Io per te come un paracarro è l’espressione dell’amore verso l’altro in un mondo che dei sentimenti, delle reali necessità dell’uomo, ormai ha fatto fagotto, vittima dei troppi egoismi e non solo. Rappresenta una richiesta ad osservare con maggiore attenzione la gente che ci circonda e le cose che accadono. Inoltre rappresenta la possibilità di vedere all’opera un ottimo attore, capace di scrivere testi sempre interessanti e mai banali.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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