A Roma l’Altaroma

In questi giorni, per restare sul pezzo, c’è stata a Roma l’Altaroma. Una volta si chiamava Alta Moda, da qualche anno è stato così tramutato il nome e già in questo passaggio si nasconde il contenuto del mio articolo.

L’alta moda o haute couture è il settore dell’abbigliamento nel quale operano i creatori di abiti di lusso. Il settore ruota attorno a varie case di moda, alcune delle quali assai antiche, conosciute grazie a marchi ben pubblicizzati presso il grande pubblico. 

Questo in teoria. In pratica è tutto cambiato. Sicuramente la ‘classica’ Alta moda o haute couture splende ancora a Parigi con marchi come Chanel,  Christian Dior, Balengiaca, Valentino, Givenchy, Armani Prive’, Yves Saint Laurent, Galliano, ecc ecc.

Ma a Roma la ‘classica’ Alta Moda, dei tempi in cui sfilavano marchi come Fendi, Valentino, Capucci, Sarli, le Sorelle Fontana, è finita già da un pezzo. Gli anni in cui Anna Magnani, Isabella Rossellini, Anita  Ekberg sedevano in prima fila lungo la passerella sono lontanissimi. Ogni stagione venivano meno i marchi più importanti. Venivano meno i compratori più importanti. La nobiltà di alcune famiglie lasciava posto ai cosiddetti ‘arricchiti’, tanti soldi poco gusto, poco charme.

Ho assistito ad alcune sfilate in questi giorni, non come compratrice, ma come critica e vi assicuro che continuare a chiamare cose del genere usando l’aggettivo ‘alta’ ci vuole coraggio.

Tutto statico, antico, dove il termine antico non significa ‘ vintage’ (avrebbe una sua personalità!!), ma superato, fuori moda, fuori tempo e per chi poi?

Non elenco i marchi, mi limito a commentare i contenuti. Abiti, si che fanno sognare, impalpabili, fluttuanti, trasparenze mobili, ma senza senso. Non c’è costruzione sartoriale, rispetto della bellezza femminile e cosa più grave, senza senso.

I marchi di Alta Moda hanno il compito di realizzare unicità, pensando ad una Musa ispiratrice, che solo poche e fortunate donne avranno il piacere di indossare quelle creazioni. Ma hanno anche il compito e sanno che saranno copiati da marchi più economici, che lanceranno una tendenza , un colore.

In queste sfilate non c’è nulla di tutto questo. C’è noia, ripetitività e non adeguamento alla contemporaneità. Molte di queste creazioni vanno in Paesi Islamici, per molte donne geishe degli Emirati Arabi: non lo posso accettare!!!

Si salvano ancora, per poco, le creazioni degli stilisti emergenti, ma se non vedono con occhi nuovi e innovativi saranno risucchiati da questo ridicolo e triste circo dell’Alta Moda romana.

Una moda che non raggiunge le strade non è moda. (Coco Chanel)

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Arianna Alaimo

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