Addio al mattatore Gigi Proietti

Gigi Proietti
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Grazie Gigi, sarai sempre un faro nel mondo dello spettacolo ed esempio di vita

Sei nato il 2 novembre del 1940. Chissà com’è stato essere il bersaglio delle battutine. Oggi si ricordano i defunti, per i cattolici è giorno di digiuno, di penitenza. Siamo italiani e non neghiamocelo, soprattutto nei decenni passati, c’erano delle regole ben più restringenti di adesso. Come lo avrai festeggiato negli anni il tuo compleanno? Da una parte la ricorrenza delle persone che non ci sono più, la tristezza della lontananza, dall’altra la gioia di sapere che tu, invece, eri ancora vivo, che potevi festeggiare con le persone care, con gli amici. Un giorno a metà, forse con una particolarità che avrai amato quando eri studente: a scuola il 2 novembre non si andava e quindi festeggiavi con tranquillità.

Sei nato anche nel primo anno della seconda guerra mondiale, tra tristezza per una guerra che era il contrario di ciò che si erano auspicati i fautori della stessa, ma nella realtà ben diversa. Eppure la vita continuava, e tu, insieme a moltissimi altri bambini, hai passato i tuoi primi anni tra le ristrettezze della guerra, la paura, le varie difficoltà. Eppure sei cresciuto con la voglia di vivere, di ridere, di far divertire le persone, di impegnarti in un lavoro con tante privazioni, che richiede impegno, studio, lavoro.

Penso ai tuoi primi anni, quando andavi a scuola, mentre ti affacciavi alla vita, chissà come ti appariva Roma, cosa pensavi, come vivevi una città che, per l’itero paese, era il centro, la capitale, dove stavano avvenendo dei cambiamenti epocali.

Poi sei cresciuto, sei diventato un giovane uomo, che ha preso le sue decisioni da solo, come quella che ti ha fatto lasciare il corso di laurea in giurisprudenza all’Università “La Sapienza” di Roma, per dedicarti alla passione della tua vita, la vita dell’attore.

Amavi suonare, chitarra, pianoforte, fisarmonica, contrabbasso e cantare. Il canto ha sostenuto la tua vita i primi anni, quando lo facevi nei locali, nei night club romani. La mattina a lezione dai grandi, quali Foà, Masina, Sbragia, il pomeriggio a provare, la sera in giro a cantare nei locali. Una vita dura, ma tu avevi la voglia di imparare e la determinazione di riuscire in un lavoro che poteva darti molte soddisfazioni.

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Il teatro ha caratterizzato la tua nascita, con tanti spettacoli, fino all’arrivo della televisione, con i famosi sceneggiati così tanto in voga negli anni sessanta e settanta. Attore ma anche doppiatore, tua la voce di tanti attori: Robert De Niro, Sylvester Stallone, Richard Harris, Dustin Hoffman, Charlton Heston, Marlon Brando, il Genio della lampada nel film Aladino del 1992. Tuo anche il doppiaggio dei draghi siamesi Devon e Conrnelius nel film d’animazione La spada magica – Alla ricerca di Camelot.

Le serie TV ti hanno dato grande notorietà e sei stato un punto fisso per il pubblico, con le tue battute, le tue interpretazioni di spessore: “Un figlio a metà” e “Un figlio a metà – Un anno dopo”, parliamo del 1992, ma anche “Italian Restaurant” del 1994 accanto a Nancy Brilli. E poi il grande successo con “Il maresciallo Rocca”, accanto a Stefania Sandrelli e successivamente con Veronica Pivetti. Dopo questi successi, abbiamo atteso il tuo ritorno in tv con “L’ultimo papa re” (2013) e “Una pallottola nel cuore” (2014). Ci fermiamo ai più recenti, senza andare a toccare le interpretazioni accanto ai grandi della TV in bianco e nero.

Nel 1978 con Sandro Merli, hai preso le redini del Teatro Brancaccio di Roma, dove hai creato un Laboratorio di Esercitazioni Sceniche, non una scuola, né un’accademia, da cui sono usciti artisti del calibro di Paola Tiziana Cruciani, Francesca Reggiani, Giorgio Tirabassi, Enrico Brignano, Massimo Wertmuller, Rodolfo Laganà e tanti altri, che negli anni successivi non si sono mai dimenticati di te, citandoti per il tuo lavoro, per la tua personalità, per il tuo carisma, per l’uomo che sei stato.

Il teatro la tua passione. Nel 2003 nasce il teatro scespiriano Silvano Toti Globe Theatre, così simile al Globe londinese, da ammaliare gli addetti ai lavori e il pubblico, in stagioni in cui dirige “Romeo e Giulietta” e dove la programmazione si avvale di attori e registi che si cimentano nei personaggi, nelle commedie, nelle tragedie di William Shakespeare. Uno spettacolo unico, ammirato non solo da Roma e dai romani, ma da tutta Italia.

Gigi Proietti
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Come ti sarai sentito quando hai portato in scena il varietà “Cavalli di battaglia” dove interpretavi i tuoi personaggi, quelli del cuore dei tuoi fan, facendoti accompagnare da artisti che hanno seguito i tuoi insegnamenti, che hanno appreso da te il mestiere dell’intrattenitore, del mattatore, dell’Attore.

Solo il week end scorso, sulle reti Rai, è andato in onda il film “Febbre da cavallo”, anno 1976, in cui interpretavi Mandrake, incallito scommettitore delle corse in una pellicola divenuta cult.

Cinema, teatro, TV, l’importante era fare l’attore, dirigere, intrattenere, divertire, restare accanto agli spettatori che ti hanno sempre apprezzato, amato, seguito con interesse, non lasciandoti solo nemmeno a teatro, dove hai sempre ottenuto il successo che meritavi.

Potremmo continuare all’infinito a parlare dei tuoi successi, dei tuoi lavori, di ciò che stavi facendo, di ciò che avresti voluto fare.

Un uomo come te, quando ci lascia, lo fa sempre troppo presto, lascia un vuoto incommensurabile, ci fa sentire orfani, smarriti.

Ci mancherai Gigi Proietti, ci mancherai tantissimo, anche se resterai indelebile nei ricordi delle persone che ti hanno conosciuto realmente e di chi ti ha conosciuto anche solo attraverso le tue tante performance.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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