Avicii, più che una meteora

Il giovane e talentuoso Tim Berling ci ha lasciati troppo presto
Ricordate la celebre Hey Brother o Wake Me Up? Due brani celebri della seconda decade degli anni 2000, un ritmo che ben si distacca dal rap, trap o altro genere in voga in quegli anni. A cantarle il giovane dj svedese Avicii pseudonimo di Tim Berling. Giovane talentuoso dj, discografico e compositore. Quando si dedicò alla musica scelse uno pseudonimo perché il suo cognome era già stato utilizzato da altri artisti e optò per Avicii che vuol dire senza onde.
Un modo strano per decifrare la sua musica che di onde sonore ne ha utilizzate davvero tante regalandoci brani indimenticabili. Secondo quanto descritto da chi lo conosceva, il giovane Tim non amava molto i riflettori e mal gestiva la sua notorietà. Sta di fatto che ha scalato le classifiche mondiali con i suoi brani, tanto da avere un seguito molto congruo e affezionato.
La sua vita si è spenta nel 2018, dopo una lunga battaglia contro la dipendenza da alcolici e antidolorifici. Ma non erano solo questi i problemi che assillavano il giovane dj, tra questi si annoverava l’ansia che non lo lasciava e l’impossibilità di gestire lo stress. Un mix che poco si conciliava con la vita del cantante, sempre in giro tra tour e fan. In particolare lo stesso dj aveva espresso più volte la contrarietà nei confronti di chi non lo aveva messo in guardia sul tenore di vita a cui andava incontro.
Il pensiero non può andare ai tanti giovani, alcuni giovanissimi artisti che, saliti alla cronaca molto presto e circondati da un successo che non riuscivano a gestire, si sono tolti la vita. Vita frenetica, stress, preoccupazioni per le performance che doveva affrontare, non lo hanno aiutato a risolvere l’ansia, tanto da portarlo al suicidio, facendoci perdere un musicista che ci ha regalato brani indimenticabili. Alcuni solo meteore che hanno attraversato il mondo musicale con un brano, altri ci hanno lasciato una serie di canzoni davvero uniche nel loro genere.
Tra quelli che hanno colpito particolarmente Hey Brother che parla di legami tra fratello e sorella, ma non solo di sangue, quanto di esseri umani, o Wake Me Up, un inno al coraggio, a non arrendersi, a lottare per poter andare avanti.
I due brani sono solo un esempio della musica che ha accompagnato Avicii tra i tanti artisti del panorama mondiale. In particolare con il suono della chitarra e con dei video che ci hanno portato indietro nel tempo, a quegli anni ’80, quando si poteva vivere un breve racconto/film nei circa tre minuti di canzone.
E chissà quale sarà il vostro brano preferito di Tim, quale testo vi è rimasto nel cuore, più che nella testa, quale ritmo riesce ancora oggi, a farvi ballare, muovere ogni volta che cominciano a vagare per l’aria le note della vostra canzone preferita.






