Curare il simile con il simile: Joseph Beuys

E’ necessario ricordare per non dimenticare

Ad un passo dalla Giornata della Memoria si può fare un salto indietro nel tempo per meglio capirne il senso, non della tragedia dietro la parola, ma dell’attività inconscia che richiede.

Alla fine della seconda guerra mondiale si tentò di superare lo scenario di rovine fumiganti e città bombardate concentrando se stessi sullo sviluppo di una nuova società: arrivò allora in Europa il boom economico, sentimento che spingeva verso il nuovo modello americano di consumo, velocissimo tra l’altro, di immagini nuove, cibo, prodotti, icone, stile e arte. La supremazia americana si insinuava in Europa promettendo sogni e benessere. L’ingombrante ricordo del nazifascismo poteva restare sepolto sotto la spinta economica?

L’utilità della memoria sta non solo nell’idea di ricordo, ma nella diretta inclusione in sé di accettazione e conoscenza, quella sensazione di compreso e risolto che fa restare capaci di discernere in base al proprio vissuto ad esempio. Per questo in Germania Joseph Beuys, artista e performer degli anni 60, tedesco al punto di non potersi mescolare del tutto a movimenti internazionali performativi come il Fluxus, decise di politicizzare la sua arte: creò un’estetica della memoria, come antidoto alla cultura internazionale della ricostruzione che in Germania rendeva impossibile elaborare il lutto per le vittime dell’Olocausto.

Necessità di ricordare e impossibilità di rappresentare l’accaduto, nel tentativo di curare il simile con il simile, Beuys crea la sua prima vetrina: un’installazione contenente oggetti di vario tipo, disegni, elementi deteriorabili come carne e grasso, stampe della planimetria del campo di concentramento, resti di cadaveri animali. Il titolo di questa vetrina Dimostrazione di Auschwitz ne ricorda lo scopo: la partecipazione al concorso organizzato nel 1958 per la realizzazione di un monumento per Auschwitz, a cui l’artista lavora fino al 1964, e la volontà di creare qualcosa per la cultura della memoria ancora ostacolata e difficile da elaborare.

Print Friendly, PDF & Email

Se il nostro servizio ti piace sostienici con una donazione PAYPAL

Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

Leggi anche