Don Chisciotte, con Alessio Boni e Serra Yilmaz

Foto @LuciaDeLuise

Un viaggio con il cavaliere errante ed il suo fidato scudiero per riscoprire il piacere fanciullesco di sognare una realtà diversa

Chi non conosce Don Chisciotte?! Il nobile spagnolo appassionato lettore di romanzi cavallereschi che si convince d’essere un cavaliere errante con il compito di proteggere deboli ed oppressi, in fede ai valori d’onore e cortesia tipici di un cavaliere. Folle e visionario affronta battaglie immaginarie, con fermezza ed integrità di principi, accompagnato dal suo fedele scudiero Sancio Panza, un umile contadino simbolo di purezza di cuore e di saggezza popolare.

Terzo libro più venduto al mondo – dopo la Bibbia ed il Corano – il Don Chisciotte della Mancha di Miguel de Cervantes Saavedra è per i popoli ispanici quello che per noi italiani è la Divina Commedia.

Un testo che racconta con un pizzico di ironia le gesta folli di un cavaliere che vuole con convinzione perseguire i suoi sogni, ma anche un romanzo che affronta il tema del rapporto tra diversi ceti sociali, ma altresì un viaggio introspettivo nell’animo dell’autore che si rivela tanto nel personaggio del nobile cavaliere che in quello dell’umile scudiero. Non solo una fiaba per adulti, ma un testo moderno capace di sollecitare il lettore ad analogie attuali in ogni tempo.  Così anche in questo presente: un tempo dove la pandemia ha ampliato il divario tra ceti sociali, un tempo in cui la corruzione estesa a tutti i livelli ci presenta come folli gli individui che, saldi sui propri principi, ad essa non si piegano.

Foto @ChiaraSpatti

Un romanzo complesso quello del Don Chisciotte che prende corpo in questo incantevole spettacolo grazie un lavoro magistrale di rielaborazione narrativa e drammaturgica. Un lavoro appassionato di selezione e riadattamento delle avventure del prode cavaliere errante guidato dall’intenzione di preservare i tre cardini del testo di Cervantes: ironia, visionarietà e poetica. Così descrive Alessio Boni il lavoro di scrittura di Francesco Niccolini e di drammaturgia con Roberto Aldorasi e Marcello Prayer.

Nulla è lasciato al caso. Tutto curato nei minimi dettagli: dalla sceneggiatura e regia, alla coreografia, le luci e la musica. Ma anche in narrato oltre le quinte. Uno studio meticoloso ed accurato che traspare sin dalle prime battute. Un perfetto allestimento che immerge lo spettatore nel mondo di Don Chisciotte e con lui lo conduce in un viaggio alla riscoperta del piacere dell’immaginifico spesso dimenticato, soffocato da un’incalzante frenesia quotidiana.

Alessio Boni interpreta con ardente passione il colto e retto don Alonso Quijano, che mosso da letture cavalleresche, in preda a lucida follia, veste i panni di don Chisciotte alla ricerca di sempre nobili ed eroiche avventure in sella al suo amato destriero Ronzinante (Biagio Iacovelli). Accanto a lui, nel ruolo del fido scudiero Sancho Panza, Serra Yilmaz che con la sua raffinata simpatia porta in scena vivacità e leggerezza.

Con loro sul palco, ad diversi molteplici ruoli, Marcello Prayer, Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari ed Elena Nico.

Dalla lotta contro i Mulini a vento, alla battaglia contro i saraceni, dalla sierra encantada alla grotta di Montesìno, le avventure dei due compagni si avvicendano sul palco in una narrazione fluida e coinvolgente.

Lo spettacolo è in scana al Teatro Manzoni di Milano dal 18 al 30 gennaio – e poi in tour per l’Italia.

Uno spettacolo da andare a vedere non solo per lasciarsi trasportare per due ore nell’esperienza catartica di questa bellissima narrazione teatrale, ma anche per riflettere. Riflettere sulle nostre virtù e sulle nostre follie, su quanto siamo riusciti nella nostra vita a mantenerci fedeli ai nostri principi e a lottare per i nostri sogni. Perché, come dice Don Chisciotte al suo amico Sancio, “la vera virtù è il coraggio di essere fedele ai propri sogni, soprattutto quelli di giovinezza”.

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Chiara Spatti

Marketing & Communication Manager specializzata nel settore spettacolo. Da sempre appassionata d’arte in tutte le sue forme. Mamma di tre splendidi ragazzi. Amo viaggiare, la cucina giapponese, il profumo dei libri ed i colori dell’autunno.

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