The Witcher, dal gioco alla serie TV

Continua la saga del cavaliere solitario baluardo contro i mostri che attaccano gli umani

The Witcher è uno di quegli esperimenti al contrario che quando riescono e sono ben curati, offrono un prodotto che balza immediatamente al top della filmografia (nella quale includiamo, ormai, anche telefilm, serie e tutto ciò che appare sul video). Parte dal libro fantasy del polacco Andrzej Sapkowski che narra di mondi fantastici e mostri della mitologia europea e ne elogia le imprese, in una saga che ha entusiasmato i lettori prima, i videogiocatori poi e gli spettatori infine.

Un prodotto che dal libro è passato al videogiochi per approdare poi, sul piccolo schermo. Un lavoro che somiglia, un po’ a ciò che accadde qualche anno fa con il gioco Final Fantasy, dove il lungometraggio animato, successivo al videogiochi, non riuscì ad avere lo stesso successo dei game, anche se aveva delle peculiarità particolari.

Dal lontano 2001, però, le cose sono cambiate e oggi, oltre ad avere l’appoggio delle nuove e sempre più perfette tecnologie, c’è anche una comprensione della sceneggiatura che in passato era messa in secondo piano. The Witcher ha una storia che racchiude in sé anche una sceneggiatura apprezzata dagli amanti del fantasy. C’è un racconto su cui ruota la storia e che si svela con colpi di scena, non sempre all’ultimo grido, ma interessanti e capaci di dare un senso alla storia, facendola diventare epica, ci sono i personaggi che si rivelano lentamente, che spesso ci stupiscono perché se da una parte si pensa che questi abbiano un certo peso e vadano verso una direzione, si scopre che questa non è ciò che avevamo pensato.

A tutto questo lavoro di scrittura si aggiunge una più che buona interpretazione da parte degli attori, alla base di un prodotto televisivo, che non è mai scontata in prodotti messi sul mercato con cadenza ristretta e con costi sempre meno appetibili, viste le tante serie che i canali a pagamento fanno finanziano e mettono sul mercato.

Il Witcher è un cavaliere solitario che combatte i mostri che attaccano i villaggi, tutti della tradizione slava. Essi sono uomini che hanno subito una trasformazione per poter diventare più forti e sono stati addestrati in un luogo segreto che diventa anche il luogo dove i Witcher si ritrovano. Secondo un’antica usanza, infatti, sono prelevati dalle loro famiglie e portati in un luogo segreto per diventare guerrieri. Il loro compito è difendere i deboli e per farlo devono imparare a sopprimere le loro emozioni. Facile a dirsi, impegnativo nell’attuarsi. Geralt di Rivia (Henry Cavill) viene chiamato a combattere questi mostri e sulla sua strada incontra Yennefer (Anya Chalotra) strega dal passato difficile e tormentato e la giovane Cirilla (Freya Allan) principessa che ha perso tutte le persone che amava ed ora si ritrova a ad essere l’unica erede di Cintra. Due donne che legano il proprio destino a Gerald: la giovane Cirilla il cui rapporto somiglia a quello tra padre e figlia, mentre la strega si sente sempre più legata all’uomo che con lei ha espresso sentimenti sinceri.

Il loro è un trio di eroi che, mentre è intento a capire cosa accade alle proprie vite, si ritrova a veder crescere i propri sentimenti, mentre si preparano a difendere la civiltà dai continui attacchi di mostri, di guerre, scontri cruenti, verità nascoste, eventi magici che racchiudono verità nascoste. Non tutti sono buoni e per diventarlo, bisogna attraversare anche la parte più oscura che ognuno di noi conserva nel proprio cuore. Ed ecco che le vicende della storia di Gerald si intrecciano con quelle delle persone che lo chiamano per essere salvate. Se nella prima serie ciò che veniva analizzato in particolare, era il rapporto tra Gerald e Yennefer, con le rispettive esperienze passate che li avevano portati ad essere i personaggi del presente, a stringere un rapporto a due, la seconda serie è incentrata sul rapporto che nasce e cresce tra Gerald e Cirilla.

Tanti i personaggi che ruotano attorno a quelli principali che ne rendono più interessante le vicende e che sviluppano una trama ricca di eventi che racconta anche di personaggi magici, come gli elfi, oltre ai già citati mostri che animano questo mondo fantastico. Le ambientazioni descritte e rappresentate animano la scenografia, chi non vorrebbe attraversare i boschi animati dalla fiorente vegetazione variopinta, oppure ritrovarsi nei paesaggi innevati tra le rovine di castelli e borghi medievali. Certo, non vorremmo o ameremmo i topi che camminano per le stanze, nemmeno il freddo e sporco castello, ma quelle scene hanno animato la nostra fantasia, tanto da immergerci nella visione della lettura delle avventure di Geralt.

Parlare della fotografia in questi ultimi anni appare scontato. Ciò che gli strumenti cinematografici permettono di girare è davvero entusiasmante e sono poche le volte in cui non si apprezza una buona scenografia e/o fotografia, in particolare quando si ha a disposizione un panorama così allettante. In questo modo catapultarsi nella storia, grazie proprio ai paesaggi ripresi, diventa facile. Interessanti anche gli effetti speciali con i quali si vedono emergere i mostri (nella seconda seria uno di questi ci riporta alle prime esperienze de “L’esorcista”, come si rivelano entusiasmanti i combattimenti.

Titolo: The Witcher

Paese: Polonia, USA

Anno: 2019 – in produzione

Genere: azione, avventura, fantastico, drammatico

Attori: Henry Cavill (Geralt di Rivia), Anya Chalotra (Yennefer di Vengerberg), Freya Allan (Cirilla), Joey Batey (Ranuncolo), Eamon Farren (Cahir), MyAnna Buring (Tissaia de Vries), Mimi M. Khayisa (Fringilla Vigo), Anna Shaffer (Triss Merigolg), Mahesh Jadu (Vilgefortz di Roggeveen), Royce Pierreson (Istredd), Wilson Mbomio (Dara), Tom Canton (Filavandrel), Mecia Simson (Francesca Findabair), Kim Bodnia (Vesemir)

Sceneggiatura: soggetto Saga di Geralt di Rivia di Andrzej Sapkowski

Scenografia: Naomi Moore

Costumi: Tim Aslam

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Sissi Corrado

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