Global Wind Day: vento e arte

foto di @Carolina Taverna

15 giugno Global Wind Day

Il 15 giugno è la giornata mondiale del vento. Fonte di energia green, il vento è quel movimento di masse d’aria spinta dall’alta pressione verso una zona di bassa pressione: riassumendo, Seneca lo descriveva come “aria che spira“.

L’idea di vento, metereologico o metaforico che sia, è effettivamente quello di un soffio che nel luogo comune, porta il nuovo e spazza via il vecchio. Il vento del cambiamento, la ventata di aria nuova, quando tira il vento ci si riferisce al cambiamento.

Immateriale ma non per questo privo di importanza, in tutte le culture antiche esisteva un dio del vento, Eolo e Zefiro sono solo i nomi più celebri nella mitologia occidentale, ma una divinità è presente anche nella religione Indù con il nome di Vayu e nello Shintoismo.

Per l’ambiente il vento è ovviamente fondamentale, aiuta la fotosintesi, l’impollinazione e la disseminazione, produttiva o infestante che sia. Quando tira il vento d’altronde soffia per tutti, mica fa discriminazioni come il sole che bacia solo i belli.

Nell’arte il vento è raffigurato nelle sembianze umanizzate di divinità dalle guance paffute, oppure lo si vede mentre soffiando sconquassa qualche panorama tempestoso, o solleva i cappelli di qualche dama. 

Nel panorama contemporaneo invece, un’opera del 2012 riproduce il vento esattamente così come lo si vive nel mondo esterno a quello delle sale museali: l’artista inglese Ryan Gander partecipa alla Documenta di Kassel di quell’anno con l’opera I Need Some Meaning I Can Memorize (The invisible Pull). Un soffio inaspettato coglieva di sorpresa i visitatori nella grande sala vuota, la prima del percorso espositivo; sfiorando tutti gli spettatori che si muovevano nell’ambiente libero, il vento (generato da meccanismi non visibili) si contestualizzava come presenza materica, mentre nello stesso tempo ci si domandava se fosse naturale o artificiale.

Se si vuole parlare di copia dalla natura, l’opera è una mimesis perfettamente riuscita. Dall’altra lato, Gander realizza un’opera che ben si inserisce nel contesto di un evento d’arte internazionale: un benvenuto ai visitatori, che da ogni paese arrivano per godere di novità e portarne loro stessi. 

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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