Il nostro punto di vista su: Geografie interiori

La raccolta di poesie Geografie interiori di Federica Fiorella Imperato è l’accenno ad un’interiorità profonda, che si manifesta tra inchiostro nero e pagine bianche dove si alternano parole e illustrazioni.

L’universo della giovane poetessa è reso da giochi di parole, è in costruzione, come lei stessa auspica nella prefazione a chi si accinge a leggere il suo scritto ‘’per costruirsi a fuoco lento’’. I componimenti si snodano uno dopo l’altro, iniziano parlandoci di una donna che a poco a poco prende coscienza di sé, dallo stato di abbandono al dolce risveglio nelle parole, e probabilmente nel riconoscersi autrice creativa di queste. Nei versi che seguono c’è il richiamano ad oggetti quotidiani, universo privato della poetessa e quotidianità universale del lettore e dunque appiglio per l’immaginazione di questo, usati come ancore in un effluvio di suoni da cui scaturisce la felicità data dalla sicurezza della propria scelta: la poesia. Non sempre è facile riconoscere l’oggetto del sentimento o il fine di ogni moto d’animo che la scrittrice ci consegna in questi versi: spaziando tra la ricerca di se stessa, l’affermazione e l’amore, i venti componimenti restano legati tra loro da un io comune, che sofferente e insofferente a se stesso, si da forza e si aggrappa alla scelta di una propria affermazione nel suo continuare ad apparire tra questi brevi versi di ricordo ermetico (con la citazione della poesia Limoni di Eugenio Montale è la poetessa stessa a sancire la sua vicinanza a questa corrente). Lo stato d’animo stesso resta nebuloso, chiarificato solo nei componimenti più narrativi, una boccata d’aria di piacevole lettura in un continuo oscillare di suoni .

Anche le illustrazioni sembrano partire consapevolmente come i versi, la prima è infatti una donna che sembra finalmente svegliarsi/nascere dalle acque, però quelle che seguono sono decisamente più marcate delle successive poesie: molto più inchiostro nero delinea figure di donne seminude, creature mitologiche, donne aborigene e ragazze distese, fulcro delle composizioni, attorno alle quali si crea il restante scenario o fondo, in questo molto distanti dall’immagine sfuggente che abbiamo dell’io nascosto dietro le poesie, non sempre scandito e manifesto, ma più nascosto.

Nel complesso Geografie Interiori risulta essere un piacevole approccio alla lettura della giovane Federica Fiorella Imperato: l’autrice svela un po di se stessa, della sua bravura e conoscenza in questi versi dove, se anche non si vedesse una mappa certa, è segnato il tracciato interiore di un animo risvegliato dalla poesia di cui indubbiamente è fatto.

Geografie interiori, di Federica Fiorella Imperato con illustrazioni di Francesco Moretti

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Carolina Taverna

Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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