Poesia: sostantivo femminile

Ed è stata subito sera: monologo di Antonella Antonelli al Piccolo Teatro
Il Natale, la città di Roma e Sophia sono i protagonisti di Ed è stata subito sera, monologo di Antonella Antonelli, con regia di Massimiliano Milesi, andato in scena al Piccolo Teatro Goldoni il 7 e l’8 febbraio, già rappresentato precedentemente al Teatro Tordinona. I tre ingredienti suddetti formano un amalgama molto ben armonizzato e il monologo presenta una apprezzabilissima unità di tono, che è malinconico senza essere stucchevole. Ché l’Antonelli presenta il suo personaggio in scena, presentando sé stessa quasi senza mediazioni né filtri, sicché è poetica, in senso pasoliniano, e mostra le emozioni senza impalcature cerebrali.
Il titolo rimanda ovviamente alla poesia Ed è subito sera di Salvatore Quasimodo, un autore di riferimento per la Antonelli e, dunque, macrotema e topos della solitudine. Sophia, la protagonista del monologo, è una donna ferita di cui si narra l’adolescenza, i ricordi con l’amica del cuore, l’abbandono del padre. La condizione di solitudine è accentuata dal fatto che la scena si svolge durante il Natale, quando cioè, nell’immaginario collettivo, si sta insieme agli altri. Per fare capire che si è a Natale, bastano pochi elementi scenici, pensati da Massimiliano Milesi, che cura accuratamente la regia: ci sono delle luci che lampeggiano ed una piazza con dei tavolini.
La scena si svolge a Roma, che è indissolubilmente legata ai ricordi della protagonista, che non possono esistere se non contestualizzati in una evocata Piazza Navona e Campo de’ Fiori. E l’evocazione di quei luoghi, che sono l’humus emozionale della psicologia della protagonista è uno degli elementi più poetici del monologo.
Si diceva che il personaggio di Sophia viene presentato senza filtri dall’attrice Antonella Antonelli, che dichiara: “Sono stata una studentessa, una moglie, una madre, una poetessa, una scrittrice e poi, nella maturità, è arrivato il teatro: lì sono diventata finalmente quella che sono. Quando vado in scena non divento il personaggio: io sono il personaggio. I gesti, i respiri, le emozioni, appartengono a lui/lei, non più alla mia esistenza. E sono grata al pubblico che ha condiviso con me questa sorta di osmosi. Forse, la magia più bella del teatro…”. E la stessa Antonelli utilizza il metodo DGC (Dinamica Gesto Carattere), e si definisce un’archeologa, che scava nella psicologia dei personaggi.
Ed è stata subito sera si presenta quindi come un monologo sincere ed emozionante e, in questo suo essere diretto, anche come un’opera originale.





