Lunga giornata verso la notte al Teatro Argentina di Roma

Gabriele Lavia firma la regia de Lunga giornata verso la notte
In scena al Teatro Argentina di Roma fino al 15 febbraio con la regia di Gabriele Lavia che insieme a Federica di Martino, Jacopo Venturiero, Ian Gualdani e Beatrice Ceccherini formano un cast potente, per un testo importante e intenso. Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neil, che vinse il premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1957 dopo la sua scomparsa.
Una regia asciutta e misurata, che esalta il testo facendo da subito respirare la cupezza e il malessere che si respira dentro la casa prigione. Tutti i personaggi cercano di vivere nell’illusione che tutto vada bene, che tutto si risolverà. Ma il passato con cui con non vogliono fare i conti li trascinerà in un baratro sempre più profondo. Il padre (Gabriele Lavia) ex attore di dubbio successo tirchio fino al midollo, ed ego riferito. La madre (Federica Di Martino) morfinomane, completamente insoddisfatta della sua vita, che non riesce a superare il trauma di una tragedia del passato, mentendo agli altri e a sé stessa. Edmund il figlio maggiore (Jacopo Venturiero) costretto dal padre a fare l’attore, ma senza passione, che conduce una vita dissoluta tra alcool e donne. Edmund il figlio minore (Ian Gualdani) malato di tubercolosi, il più sensibile della famiglia sul quale gli altri scaricano le proprie rabbie e frustrazioni. Cathleen la cameriera (Beatrice Ceccherini) la domestica complice inconsapevole della tragedia che la famiglia sta vivendo.
La bellissima scena di Alessandro Camera circondata da sbarre di ferro che circondano tutta la casa, e le luci di Giuseppe Filipponio, esaltano la prigione in cui i personaggi si ritrovano e da cui non vogliono o riescono ad uscire. Gabriele Lavia lascia anche questa volta un’altra grande pagina di teatro italiano.





