InCorti da Artemia: compagnia Nascena Teatro

Sarà in scena il 15 aprile per il Festival InCorti da Artemia
Conosciamo le quindici compagnie che hanno superato la selezione per partecipare al festival InCorti da Artemia, organizzato dal Centro Culturale Artemia, la cui direzione artistica è di Maria Paola Canepa. Il 14, 15 e 16 aprile le compagnie saliranno sul palco del teatro per quindici minuti, attraverso i quali presenteranno un corto dello spettacolo. Abbiamo intervistato Luigi Savinelli, autore e regista dello spettacolo Riscaldaumento Inglobato, che risponde alle nostre domande per tutta la compagnia, in scena sabato 15 aprile, a cui diamo il benvenuto.
Salve, da dove viene la vostra compagnia?
Il nostro collettivo ha come punto di riferimento la città di Napoli. Siamo un gruppo di ragazzi che, a seguito di un lungo corso di formazione – denominato “La Scena Successiva” – ha deciso di unire le forze per creare, appunto, un collettivo. Siamo circa quindici, provenienti da Napoli, Caserta e Salerno. Lo stesso nome “NASCENA” racchiude le iniziali delle province di provenienza.
Chi sono i partecipanti al concorso?
Al concorso per il testo Riscaldaumento Inglobato parteciperanno: Davide Pandalone, Lorenza Sgro e Sabrina Nastri, che saranno in scena; mentre io, Luigi Savinelli, sarò presente per dirigerli.
Come compagnia, quali sono, in generale, i generi che mettete in scena e perché?
Il testo che partecipa al bando si avvicina molto al post-drammatico. Ma ogni giorno nascono spunti diversi, in base anche a ciò che ci accade e ci circonda. Più che identificarci in un genere, cerchiamo di analizzare ciò che c’è intorno a noi e non solo. Una ricerca a tutto tondo, con uno sguardo sia interno che esterno.
Ci sono particolari spettacoli che vorreste portare in scena?
Nella nostra idea di teatro è importante trovare qualcosa con cui il pubblico possa identificarsi: che siano situazioni familiari, ma anche extra-quotidiane, come il corto del bando, che mirino anche ad affrontare temi che in qualche modo hanno a che fare con la quotidianità.
Cosa rappresenta per voi partecipare con dei corti teatrali ai festival?
È un modo per farci spazio, in un ambiente che non è facile da cavalcare. Creare delle opportunità e sfruttarle per progetti sempre più importanti. Un vero e proprio biglietto da visita.
Qual è la tematica che affronterete con il vostro spettacolo?
Riscaldaumento Inglobato ha un titolo chiaro, ma allo stesso tempo è un gioco di parole: è un modo per affrontare un tema complesso, sotto una forma sicuramente inaspettata. Una presa di coscienza, un pugno mascherato da una carezza.
Cosa vi ha spinti a partecipare a InCorti da Artemia?
Come sopra, la volontà di metterci in gioco. Essendo un gruppo numeroso, abbiamo tutti la voglia e la fame di fare e di provarci. A prescindere dal risultato, la cosa fondamentale è esserci e affrontare sempre tutto al presente.
Cosa vi aspettate dal concorso?
Ci aspettiamo uno scambio; sarà emozionante relazionarci con altre persone provenienti da luoghi diversi, con esperienze diverse e sensazioni diverse dalle nostre. Che questo incontro possa essere fruttuoso per noi e per tutti.
Cosa, invece, pensate di poter portare voi al concorso attraverso il vostro lavoro?
Un punto di vista diverso non solo sul tema del corto, ma anche sul modo di fare teatro. Speriamo di poter trasferire l’energia e la voglia che abbiamo per questa arte.
Cosa rappresenta per voi il teatro e cosa rappresenta per la società?
Il teatro è un gioco: ci piace giocare, farlo per divertirci e soprattutto per trasmettere delle sensazioni. Senza il pubblico, il teatro non esiste. Il teatro è fatto per noi che amiamo farlo, ma anche per chi ha voglia di ascoltarci.
Qual è l’augurio che fate a voi, ai vostri colleghi che si esibiranno sul palco, ai giudici e agli spettatori?
Tanta merda! Credo che sia il miglior augurio che si possa fare.
Grazie per essere stati con noi!
Grazie a voi della calorosa accoglienza.






