Intervista ad Angelo Mansueto in scena al Festival Teatrale Teatramm

Al Teatro Marconi in scena la Compagnia Buona la Prima con Padiglione Sordo per la regia di Angelo Mansueto

L’ultimo spettacolo che andrà in scena il 3 settembre al Teatro Marconi di Roma alle 21.15 per il Festival Teatrale Teatramm’ è Padiglione Sordo della Compagnia Buona la Prima. Diretto da Angelo Mansueto, vede in scena Grazia Campanelli, Michele Gigante, Spadone Mariella, Debora Collocola, Rita Devitis, Angelica Giovinazzi, Caterina Carriero, Pamela di Giuseppe, Saverio Gigante, Elena Gianvito e Annalisa Giordano.

Abbiamo incontrato il regista Angelo Mansueto al quale rivolgiamo alcune domande sullo spettacolo e non solo.

Salve Angelo e benvenuto sulle pagine di CulturSocialArt. La sua compagnia porterà in scena uno spettacolo ispirato alla Legge Basaglia, quella che chiuse definitivamente i manicomi. Come mai avete scelte questo argomento?

Credo sia stato in principio un germe venuto alla luce dopo aver messo in scena qualche anno fa “Pinocchio” con dei ragazzi che presentavano disabilità. Sono stato sempre attratto dal diverso, dal vulnerabile, dall’effimero. Dopo qualche tempo il germe è cresciuto, ha imparato a camminare, a darsi parola, a farsi storia esistente.

Come ha affrontato registicamente i vari temi legati alla pazzia, alla coscienza dei matti e quindi al modo in cui metterli in scena?

Ho distinto, separato, levigato ogni singolo personaggio. È un lavoro da affrontare prima a tu per tu con ogni attore, perché ogni essere dichiarato “matto” ha i propri codici, personali ed imprescindibili. Quando ad ognuno è parsa chiara la propria follia, ho mescolato attori e pazzie. Il prototipo è pronto. 

Quali sono le emozioni che avete cercato, come compagnia e team di lavoro, di mettere in evidenza?

Di emozioni ce ne sono moltissime, nessun sentimentalismo. Ognuno viene mosso da un motore personale, l’abbandono, l’intuizione per un’inutile macchina, una radio silente in cui giace la voce di Mussolini, il ricovero dell’ambizione, la fuga, un vecchio libro sugli indiani d’America. Pura pirotecnia. 

La Direttrice è colei che “conduce” e “gestisce” questo insieme di anime. Come lo ha sviluppato? Per prepararlo ha attinto anche alla sua figura di regista?

Più che dalla mia figura di regista, mi lascio guidare dalla figura di scrittore. Scrivo immagine e cerco di dipingerle nella contingenza del teatro e degli attori. Se porto l’attore nel giusto frame, il gioco è fatto.

Molti sono i personaggi che portate in scena. Quale di questi hanno richiesto maggior lavoro per essere interpretati e perché?

Hanno lavorato tutti intensamente, il lavoro è stato intenso per ogni interprete. Soddisfacente per ogni interprete. 

Cosa ricorda lei personalmente delle vicissitudini dei manicomi e dell’iter della Legge Basaglia?

Di ricordi sulla legge Basaglia non ne ho. Troppo giovane, non ero ancora nato. Ma le spalle del tempo hanno sempre bussato alla mia schiena. Mi volto sempre molto volentieri.

Cosa vi aspettate dal pubblico del Festival Teatramm’?

Innanzitutto attenzione, poi, se lo spettacolo riuscirà a dare un motivo di pensiero, un applauso. Mi basta. 

Stiamo tornando in teatro da qualche mese, con tanto coraggio e speranza. Come avete vissuto voi il periodo di chiusura legato all’emergenza Covid- 19?

Finalmente stiamo tornando. È stato un periodo lungo e difficile per tutti. Tecnici, attori, registi, pubblico. Ho vissuto questi mesi con quattordici gatti (potrei citarli tutti ma non mi sembra il caso) e una penna. Ho scritto, immaginato, fumato. A volte ho persino sorriso.

Grazie per essere stato con noi e in bocca al lupo per lo spettacolo!
Grazie a voi, EVVIVA IL TEATRO!

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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