La giornata degli alberi

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E’ peggio che villano, è criminale infliggere una ferita non necessaria all’albero che ci nutre o ci protegge. 

I vecchi alberi sono i nostri genitori, e forse genitori dei nostri genitori. […] 

Guardati dall’uomo che abbatte un albero per raggiungere i frutti!

(Henry David Thoreau, Ascoltare gli alberi). 

 

 “La crisi socio-ambientale apre nuove opportunità per presentare Cristo in tutta la sua potenzialità liberatrice e umanizzante”. Questa è una delle affermazioni contenute nel documento preparatorio al sinodo per la regione pan amazzonica, convocato da papa Francesco e svoltosi dal 6 al 27 ottobre, in Vaticano. Al centro del dibattito c’è il futuro stesso del pianeta, la tutela degli ecosistemi e la promozione dell’idea di un’”ecologia integrale”; non solo ambientalismo insomma, ma il principio di un unico sistema vitale totalmente interconnesso.

Questo incontro è avvenuto mentre in Amazzonia giganteschi incendi boschivi hanno distrutto parte della foresta pluviale, regno della biodiversità, alla base della vita dell’uomo e del suo habitat. L’impatto degli incendi, che interessano una zona del mondo con la maggiore biodiversità, è duplice perché la foresta amazzonica da un lato svolge il compito di assorbire carbonio, dall’altro, quando brucia, rilascia massicce quantità di gas serra nell’atmosfera, incrementando in maniera esponenziale il ciclo del riscaldamento globale.

Nel 1950 il matematico Alan Turing, scriveva:

«Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza»

Questo fenomeno definito “effetto farfalla”, ci conferma quello che Papa Francesco nella “Laudato si” ha espresso in maniera semplice: la questione ambientale e quella sociale, le ragioni dell’uomo e quelle dell’ambiente sono le stesse. In una parola tutto è interconnesso.

Noi che viviamo nelle città abbiamo una enorme responsabilità, perché nelle aree urbane si consumano il 75% delle risorse e siamo responsabili del 70% delle emissioni di CO2. E quindi da noi e dalle nostre città che dobbiamo svolgere un ruolo chiave nella lotta al cambiamento climatico. Non è più tempo di aspettare. Occorre partire dalla città e incominciare ad avviare processi naturali di protezione che trovano negli alberi sia un beneficio alla salute dell’uomo nei periodi di calura sia una riduzione dei gas serra.

E allora si propone di lanciare una campagna dal titolo “Basta parlare. Pianta”. Occorre superare la convinzione che basta parlare di un problema perché questo si possa risolvere. Ora è il momento di agire.

Occorre partire dal basso e un Comune può fare molto. Può agire da moltiplicatore verso gli altri comuni. Serve ovviamente la consapevolezza sia degli amministratori che dei cittadini. Ma per molti Comuni gli alberi non sono una priorità.

Eppure dovremmo sapere, amministratori e cittadini, che gli alberi hanno un ruolo fondamentale nella rimozione del diossido di carbonio dall’atmosfera. Tutti a scuola abbiamo studiato che le piante sono importanti per i processi di fotosintesi: attraverso l’energia fornita dal Sole, assorbono il diossido di carbonio dall’atmosfera e l’acqua dal terreno, rilasciando poi ossigeno nell’aria. Piantare alberi quindi è una soluzione con costi molto contenuti e ciascuno di noi può esserne artefice: dal giardino di casa alla piantumazione di terreni comunali, spesso lasciati al degrado.

Purtroppo non risulta  che a seguito del taglio di un albero le amministrazioni comunali abbiano provveduto alla sua sostituzione così come non risulta che si sia proceduto ad applicare quanto stabilito dalla legge Cossiga-Andreotti n. 113 del 29 gennaio 1992 che prevedeva per i Comuni l’obbligo di piantare un albero per ogni nuovo nato, entro sei mesi dalla registrazione anagrafica, allo scopo di implementare le aree verdi cittadine e contrastare il disboscamento.

Poi come spesso accade in Italia, le leggi sono disattese, e hanno quindi la necessità di essere rinnovate. E cosi viene emanata una nuova legge n.10 del 14 gennaio 2013 con la quale viene anche promossa la Giornata Nazionale dell’albero da celebrare il 21 novembre di ogni anno allo scopo di valorizzare la tutela del patrimonio arboreo e boschivo italiano.

La legge ha inoltre istituito il “bilancio arboreo” per il censimento e la classificazione degli alberi piantati nel proprio territorio di proprietà “pubblica”. Il Sindaco “due mesi prima della scadenza naturale del mandato” deve rendere noto il “bilancio arboreo” per il periodo relativo alla sua amministrazione e deve darne comunicazione pubblica sul sito del Comune alla pagina “Amministrazione Trasparente”, sezione “Informazioni Ambientali”. Il Bilancio Arboreo è definito dalla legge 10/2013 come “il numero degli alberi piantati in aree urbane di pro termine del mandato stesso”, indicando il numero di alberi messi a dimora per ogni neonato, a cui si dovrebbero aggiungere gli alberi tagliati o eradicati, così da rendere evidente la valutazione ponderata sullo sviluppo del verde.

Se si fa un giro dei siti dei Comuni italiani, pochi sono quelli, come al solito più al nord che al sud, dove la sezione “Informazioni Ambientali” contiene qualche dato.

Da noi vige il principio che una legge non si nega a nessuno, ma poi quello che manca è la sua attuazione. Oggi che l’Italia è attraversata da diverse manifestazioni delle “sardine” sarebbe bello un patto fauno (le sardine) floristico (gli alberi) per una politica che parta da una esigenza concreta e devastante (il cambiamento climatico)  sollecitando iniziative  per rispondere non solo a quanto prescrive la Legge, ma soprattutto per cercare di compensare con un comportamento virtuoso alla perdita del patrimonio arboreo che ogni anno, non solo in Amazzonia, si porta via migliaia di ettari di bosco. Per fortuna l’Italia, nonostante un tasso medio annuale di deforestazione pari a circa 16 mila ettari, ha un tasso di incremento, comprendente la rigenerazione naturale e l’afforestazione, di circa 42 mila ettari all’anno. Siamo un paese che ha tra le sue caratteristiche la qualità del verde, ma più verde abbiamo, migliore è la qualità della vita cittadina e soprattutto come dice Papa Francesco “Piantare un albero è, in primo luogo, un invito a continuare a lottare contro fenomeni come la deforestazione e la desertificazione…..A sua volta piantare un albero ci provoca a continuare ad avere fiducia, a sperare e soprattutto a impegnarci concretamente per trasformare tutte le situazioni di ingiustizia e di degrado che soffriamo“.

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