La mano di Dio/ La main de Dieu/ La mano de Dios

La mano di Dio
Murales di Harry Greb a Trastevere (Roma) Foto di Carolina Taverna

Nell’antichità e fino al medioevo, una rappresentazione abbastanza singolare della divinità all’interno delle raffigurazioni bibliche é la mano di Dio, non bizantina e ieratica né tanto meno fisionomicamente caratterizzata alla maniera occidentale, ma letteralmente corrispondente a quanto si leggeva nei testi sacri: comparve nelle raffigurazioni ebraiche e cristiane, nelle prime rappresentando la mano divina che interviene come descritto nel Pentateuco, nel secondo caso come immagine del volere di Dio, scansando così il problema di una raffigurazione antropomorfa della divinità, considerata violazione al secondo comandamento.

La mano, raffigurata in genere fino al polso, compariva così a volte in contesti dove la divinità era presente e a volte solo benedicente, ad esempio nelle raffigurazioni dei governanti incoronati, rappresentando quindi in generale l’approvazione da parte di Dio di un’azione o facendosi simbolo della sua voce o presenza.

Scavallando i secoli, nel 1898 La main de Dieu è ancora la divinità creatrice di vita, scolpita nel marmo da Rodin e perfetto esempio, nell’equilibrio tra parti definite e appena sbozzate, del suo stile che aprirà la strada alle sperimentazioni moderne. Ma nel secolo successivo il sacro perde posto nell’arte di regime, nel Pop del boom economico, il Dio del 900 ha il suo inno in God save the queen dei Sex Pistols e la sua fine in God di John Lennon. Insomma mentre tutto gira in un nichilismo dilagante, e le metropoli sono agglomerati di anime abbrutite, nel 1986 la mano divina torna sulle bocche di tutti: rinasce nel campo dello Stadio Azteca di Città del Messico, quando Diego Armando Maradona segna una rete irregolare di mano che varrà alla fine per la vittoria sull’Inghilterra, ai quarti di finale del mondiale dove l’Argentina di Diego uscirà campione del mondo.

Come omaggio al calciatore, vale la pena ricordare questo culto popolare che si scatenò nei cuori dei tifosi: la gioia di una rivincita morale, di una fede che non è ultraterrena ma calcistica, e la dichiarazione rilasciata a fine partita di una rete segnata “un po’ con la testa di Maradona e un po’ con la Mano di Dio”… era forse lì benedicente?

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Carolina Taverna

Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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