La ricerca della donna ideale al Teatro Marconi

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a.a.a.

conoscersi attraverso le app

In scena al Teatro Marconi, “A.A.A. Maschio amante transavanguardia cerca donna onesta scopo relazione”, diretto da Alessandro Catalucci, che è anche uno degli attori, insieme a Tania Benvenuti, Patrizia Casagrande e Ilario Crudetti.

La scenografia, ad opera di Violetta Canitano e Patrizio Barile, è molto simpatica. Tre porte colorate, con davanti mobili diversi, che ti fanno intuire i tre scenari; una scrivania con 2 poltrone, un tavolino con 2 sgabelli e un comodino con delle foto sopra a rappresentare: uno studio, un bar e una casa.

Ad un certo punto, le porte si muoveranno, spostate dagli attori stessi, a creare un ambiente chiuso, la casa. Nel corso dello spettacolo, vengono messe in risalto semplicemente portandole avanti, aiutando così lo spettatore ad entrare nella scenografia del momento.

La prima porta ad aprirsi e a far entrare qualcuno è quella del Bar/ristorante. Qui troviamo un uomo, Alessandro Catalucci che viene presto raggiunto da una donna, Tania Benvenuti. Entriamo nel vivo di un primo incontro, dopo una chat. Successivamente entreranno in scena una psicologa un po’ particolare, Patrizia Casagrande, che si scoprirà essere quella che ha spinto i due ad incontrarsi, ad uscire fuori dal loro mondo, ad andare incontro alle loro emozioni senza reprimersi. In ultimo, il compagno dell’autore dell’annuncio, Ilario Crudetti, affatto contento della decisione del suo fidanzato di cercarsi una moglie.

Da qui, nasce lo spettacolo che mette in risalto, prendendola un po’ in giro, la nuova moda di conoscersi attraverso le app, a cui affidiamo la nostra vita, per quanto strana possa essere. Chat e realtà si scontrano immediatamente, mettendo in risalto affinità, ma soprattutto, differenze e particolarità taciute.

L’impronta dello spettacolo, dovrebbe essere comica e farci ridere mentre ci fa riflettere sulle nostre fragilità, ma purtroppo di risate ce ne sono state poche. Lo spettacolo non decolla, non ti fa ne ridere ne sorridere, se non in qualche occasione. Mi viene da pensare che, forse, sia una trasposizione di qualche lavoro straniero, che ha dei giochi di parole o situazioni particolari che portati nella nostra lingua e cultura, non creano lo stesso feeling; la comicità inglese o francese, presenta differenze sostanziali con quella italiana.

In più, a discapito degli attori, va detto che il suono non arrivava fino in fondo al teatro, facendo perdere, diversi brani o parole dello spettacolo.

Credo che gli attori, ce l’abbiano messa tutta, recitazione, gesti, mimica, in particolare Ilario Crudetti; c’era il rispetto dei tempi, un’ottima intesa, ma purtroppo non erano supportati dal testo. E senza un testo valido, comprensibile, non è possibile piacere.

Musiche perfette, aiutano a sottolineare ed evidenziare i passaggi e le situazioni più importanti.

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