L’aspetto cromatico del lockdown autunnale

Foto di Carolina Taverna

 

Veramente per un momento abbiamo sognato un’Italia divisa in tre zone come un semaforo? Incredibilmente questo nuovo lockdown ci ha fornito una poetica visiva dell’Italia che varia dai toni gialli al rosso come, per dire, un alberello che finita l’estate cambia colore alla propria chioma. Calda e autunnale rispetto all’altra grande cartina, quella degli Usa che con in suoi 50 stati colorati di rosso e blu proliferava la scorsa settimana nei tg nazionali, alternandosi a quella italiana: carina si, ma mica bella come il nostro stivale in versione fall-winter 2020. Forse abituati a dividere l’Italia in 3 zone ben distinte, nord, centro e sud, l’immaginario collettivo quando lunedì 2 Novembre ha sentito parlare nuovamente di divisioni in aree e di lock down, ha battuto all’unisono sperando che finalmente l’Italia avesse avuto quello che meritava: 3 zone e 3 colori? È un semaforo! Verde via libera, rosso come fermo, giallo per l’approssimarsi dello stop.

I semafori nati tra la fine dell’800 e i primi del 900, arrivarono in Italia negli anni 20 del secolo scorso (il primo a Milano), indicando come comportarsi in quelle situazioni dove incrociare altre persone potrebbe risultare fatale. Semanticamente uno sposalizio perfetto con le restrizioni covid.

Finchè non ci si è dovuti arrendere alla realtà: le zone di rischio dell’attuale situazione sanitaria nazionale sono state divise in 3 intensità variabili, ma non nei tanto familiari colori segnaletici: nessun verde di via libera, ma almeno un intero mese di giallo, arancio e rosso, con la speranza che non peggiori la situazione.

Come un castello di carte l’idea di un’Italia divisa in colori complementari è crollato e ha lasciato il posto ad una mappa che sottolinea l’unitarietà della situazione nazionale, in cui si alternano toni che digradano tra loro come le campiture di un Rothko.

 

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Carolina Taverna

Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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