Lorenzo Parrotto protagonista del film Gli altri

PH Alessio Quaranta

Giovane attore di cinema e teatro, Lorenzo Parrotto è stato diretto da Daniele Salvo nel film Gli Altri

Sulla scia di quello che è considerato uno dei film più importanti del 2023, C’è ancora domani scritto, diretto ed interpretato da Paola Cortellesi, il cinema italiano non si ferma e immette nel circuito di distribuzione una pellicola dopo l’altra, cercando quella naturalezza, quel ricordo e quella narrativa che da sempre lo contraddistingue, allontanandosi, finalmente direi, dalla solita scia di commedie e dai soliti protagonisti.

Gli altri è il film che sta uscendo in questo periodo nelle sale, diretto da Daniele Salvo e interpretato da un cast che vede Ida Di Benedetto, Lorenzo Parrotto, Gioia Spaziani, Gianfranco Gallo, Peppe Servillo tra i principali interpreti. Anche qui si ritorna indietro nel tempo, negli anni Cinquanta, scendendo più a sud, in un paese che prova a ricostruire il suo futuro sulle ceneri del passato, non solo economico, ma anche sociale. Tratto dall’omonimo romanzo di Michele Prisco, grande narratore della storia e della società del sud e di cui vi invito a leggerne i libri, Gli Altri vede protagonista, come dicevo, Lorenzo Parrotto, giovane e promettente attore, a cui diamo il bentornato sulle pagine di CulturSocialArt.

Ciao Lorenzo, tra i tanti tuoi impegni, in questi giorni sei al cinema con un nuovo film “Gli altri” diretto da Daniele Salvo. Com’è stato interpretare il personaggio di Sandrino e del fratello gemello Felice?

Dal momento in cui ho letto il soggetto e gli stralci, già dal provino, avevo capito subito che si trattava di un’occasione incredibile per un attore. Puoi fare un doppio lavoro, una doppia esplorazione, in un’unica storia. Toni Servillo in “Viva la libertà”, di Roberto Andò, ne è un esempio meraviglioso.

Quali sono stati i suggerimenti registici che hai avuto per i tuoi personaggi?

Con Daniele abbiamo lavorato quotidianamente alla costruzione delle scene. Sono stato un privilegiato in questo senso. Daniele ha avuto un approccio attentissimo, alla qualità e ai dettagli, tenendo sempre conto dei tempi del set. Non è una cosa scontata, e tutti i reparti l’hanno notato.

Sandrino e Felice: la parola d’ordine era “respiro”. Capire sin dal respiro dei personaggi come parlavano, come si muovevano, come guardavano la realtà, a volte al limite del distopico. È stato un percorso e una costruzione molto graduale.

Un cast incredibile: Ida Di Benedetto, Gioia Spaziani, Gianfranco Gallo, Peppe Servillo, com’è stato interagire con loro sul set? Cosa ti hanno insegnato, cosa hai “rubato” del loro modo di lavorare? Cosa ti hanno lasciato questa esperienza, il cast, i personaggi?

Si tratta di grandissimi professionisti, con grande umiltà e abnegazione. Condividere il set con loro è stata una scuola incredibile. Ognuno di loro ha messo a disposizione qualcosa di importante. Oltre a questo, per un giovane attore come me, è stato prezioso poter condividere le loro storie e le loro esperienze. Dopo il set ho ricordi nitidi di cene e di racconti, durante i quali si sono condivise storie ed esperienze. E spesso queste cose insegnano tanto quanto tutto il resto.

La storia ci riporta nel sud Italia degli anni Cinquanta, come vedi quegli anni, dopo aver girato il film? Sono come te li hanno raccontati?

La scrittura di Prisco, nel romanzo stesso, è molto dettagliata e al tempo stesso elegante. Negli anni cinquanta mio nonno aveva l’età che hanno Sandrino e Felice. Mio nonno ha visto il film in occasione del BiF&st e la prima cosa che mi ha detto è che il film è stato fedelissimo a quell’epoca. Fa piacere sentirselo dire. Non è uno spettatore che addolcisce la pillola. E grazie al cinema e all’arte in genere riusciamo a raccontare e vivere ciò che è stato. Ci vedo anche una bella responsabilità, per lo stesso motivo. I complimenti vanno ovviamente a tutti i reparti, dai costumi alle scene, è stato un grande gruppo di lavoro.

Cosa è cambiato da allora? Ma è davvero cambiato qualcosa?

Sono cambiate tante cose. All’epoca non c’erano le opportunità, l’informazione e il progresso che abbiamo modo di vivere oggi. Sarebbe bello però poter viaggiare nel tempo e sapere ciò che hanno vissuto i nostri nonni, le loro battaglie, le loro difficoltà.

PH Alessio Quaranta

Ma chi sono realmente Gli Altri?

In questi giorni, insieme ad una compagnia teatrale che ammiro e seguo sempre con interesse (lacasadargilla) siamo tornati a lavorare su un grande tema: la solitudine. In questo senso mi è venuto spontaneo fare delle riflessioni sul film. La vita di Amelia è sconvolta, quasi prepotentemente, grazie agli “altri”. Chi erano quelle persone, e come si legavano e slegavano quelle vite? Bastava appunto uno sguardo, un passaggio, come si vede nel film.

Sarebbe bello continuare ad esplorare come le persone, o la loro assenza, cambiano le nostre vite. Citando De Masi: l’incontro scatena la conoscenza della diversità, e la diversità è ricchezza.

Con il tempo stai crescendo artisticamente sempre più. Sei un ottimo attore teatrale e ora ti stai facendo strada anche nel cinema. Non sempre le due cose coincidono, quali sono i tuoi segreti?

Non ci sono segreti. C’è solo studio, studio e studio. Diversi anni fa, tornato a casa da una lezione molto impegnativa in Accademia, andai da mia madre. Lei, dall’alto di una sua lucidità “esterna” mi disse: l’attore è come una chitarra, con diverse corde, deve sapere quali suonare e quando. All’estero non c’è tutta questa differenza di linguaggi. Basta guardare la carriera di Branagh, o quello che hanno fatto in Harry Potter (sono tutti attori di teatro…).

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sono sul set di una serie chiamata “Effetto Giò”, che andrà in onda molto presto sulla Rai, e ho iniziato una bellissima collaborazione con la compagnia Lubox, diretta da Luca Ariano: è stato in scena proprio in questi giorni un importante Riccardo III, in cui ho potuto dare il mio contributo. A gennaio, sempre con questa compagnia, debutterà un nuovo allestimento di Natalia Magni: “La Tenuta”.

Grazie per essere stato con noi e in bocca al lupo!

Grazie a te Sissi, come sempre, per l’attenzione e la curiosità che rivolgi a tutti noi. A presto, ci vediamo al cinema!

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Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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