L’Ucraina vince e unisce

All’Eurovision Song Contest convince la performance di Diodato
L’Eurovision Song Contest finalmente in Italia! Dopo la vittoria del 2021 dei Maneskin, La città che ha ospitato l’evento è Torino. E, a dirla tutta, il lavoro svolto dalla città e dalla preparazione è stato enorme, in un momento in cui la ripresa economica è divenuta fondamentale per uscire dalla crisi pandemica, oltre a contrastare quella militare, causa guerra in Ucraina.
Un lavoro enorme, ma anche uno spettacolo che ha visto le 40 nazioni partecipare, votato allo spettacolo emozionale e sfolgorante. Molte delle esibizioni viste sul palco del Pala Olimpico di Torino erano rivolte anche ad incantare il pubblico a casa. Colori, bandiere, abiti e accessori hanno brillato sulla karmesse.
Tra i tanti artisti saliti sul palco, però, quello che ha maggiormente emozionato è stato Diodato, fuori concorso perché avrebbe dovuto partecipare all’edizione annullata. A lui è stata data la possibilità di esibirsi sul palco dell’Eurovision, “vedo questa partecipazione come una bella chiusura di un cerchio” ha dichiarato il cantante. La sua e stata una delle performance più belle di questa edizione. Diodato ha cominciato con un pianoforte, da solo, in penombra, per esplodere con la musica, le luci e un corpo di ballo (i migliori ballerini italiani), in una magia strepitosa.
Sul palco l’energia delle parole, di cui gli italiani sono bravissimi compositori, insieme all’energia corporea e musicale. Un’esibizione bellissima, che ha messo in ombra le altre, ma dal giovane e talentuoso cantante italiano c’era da aspettarselo.
Tornando alla gara, i vincitori di questa edizione, non potevano essere che i componenti del gruppo dell’Ucraina i Kalush Orchestra. Sono tanti i motivi per cui l’Ucraina, favorita sin dall’inizio, aveva il supporto di tutta l’Europa unita e solidale. In primis il riconoscere del mondo musicale, nonché giovanile, la vicinanza alla grande catastrofe che il paese è costretto a subire e da cui sembra difficile uscire. Un monito, questo, dell’Unione Europea che si è stretta attorno al paese che sta combattendo una dura guerra contro la Russia, rea di aver invaso un paese senza motivo.

Un altro motivo è che, proprio per questa guerra insensata, il gruppo ucraino che ha portato alla manifestazione una canzone. Stefania, dedicata alla mamma, quindi a tutte le donne in particolare ucraine, ha riscosso sostegno e apprezzamento per la sua scelta.
Una vittoria non musicale? In molti si sono risentiti, ma dovremmo comprendere che, a volte, in periodi storici particolari, come quello che stiamo vivendo, un gesto o un segno, ha più valore delle armi, perché la parola uccide più della spada, dice un proverbio, e il valore delle parole e dei gesti hanno maggior valenza dei colpi delle pistole o dei lanci dei missili.
Una scelta? Sì, da rispettare, perché è una scelta che arriva da tutto il mondo europeo, arriva dai giovani, dagli artisti, dalla comunità che è scesa in piazza subito, cercando di fermare questa insana guerra. La musica, attraverso i cantanti, le canzoni di ieri e di oggi, si uniscono al grido unanime di fermare la guerra qui e ovunque.






