Per non dimenticare l’indicibile

Immagine da web

27 gennaio 2021 –giorno della memoria, l’importanza di ricordare per poter cambiare

Il 27 gennaio, come ogni anno dal 2000, viene ricordato il genocidio di milioni di uomini e donne: popolo ebraico (la vera e propria Shoah) ma anche le popolazioni slave, dei prigionieri di guerra sovietici, di oppositori politici, massoni, rom e sinti, testimoni di Geova e pentecostali, omosessuali, lesbiche,  portatori di handicap mentali o fisici.

Una politica di distruzione non solo fisica ma anche di tradizioni e di culture.

Perché? Perché semplicemente erano nati.

Il 27 gennaio 1945 le armate russe entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz e fu mostrato al mondo “l’indicibile”. Un film dell’orrore, se non fosse che quei corpi erano state prima persone. E chi meglio di Alfred Hichcock, colui che diventerà il “re dell’orrore” poteva assemblare i filmati girati nei campi di sterminio di Bergen-Belsen, Dachau e Auschwitz. Il documentario, intitolato Night Will Fall, aspetterà però oltre 80 anni prima di essere proiettato. E questo già ci dice come lo sterminio fu per molto tempo una ferita aperta. La versione italiana dal titolo “Memoria dei campi”, visibile su YouTube, mostra immagini crude, senza pudore, corpi che un tempo appartenevano a uomini e donne.

Ma mentre nel cuore d’Europa avveniva la “desolazione, la catastrofe, la distruzione” (è questo il significato della parola ebraica Shoah), in molte parti di quella stessa Europa uomini e donne si opponevano alle armate naziste e ai loro collaborazionisti fascisti, anche italiani che ebbero una parte attiva nel denunciare i cittadini ebrei.

Quegli uomini e quelle donne, male armati spesso disorganizzati, erano i partigiani, che insieme ai militari delle forze alleate, misero in gioco la loro vita per annientare la “belva”.

Anche l’Italia ha dato un contributo di vite per cacciare l’invasore nazista  e combattere quella parte di italiani che avevano fatto la scelta l’8 settembre del 1943 di stare dalla “parte sbagliata della Storia”: i collaborazionisti della Repubblica Sociale Italiana.

Due libri, fra i tanti, raccontano le vicende partigiane che interessarono Roma e la sua provincia. “La liberazione di Roma” 25di Gabriele Ranzato, Laterza, 2019 e Roberto Salvatori, Guerra e Resistenza a Sud di Roma, Annales Edizioni, 2013, che racconta la lotta partigiana sui Monti Prenestini e nell’Alta Valle del Sacco nel periodo 8 settembre 1943 – 5 giugno 1944.

In questi libri si racconta dei partigiani combattenti. Ma oggi in quei territori altri partigiani, apprendisti partigiani, portano avanti le idee di quegli uomini e quelle donne, molti dei quali ci lasciarono la vita. E sono i tanti, anche molti giovani, che operano all’interno delle sezioni dell’ANPI di Colleferro, Genazzano e Palestrina.

In occasione del 27 gennaio le tre sezioni ANPI, come avviene un po’ in tutta Italia, organizzano una serie di eventi “per non dimenticare” con il fine di tenere viva la memoria di quella storia i cui testimoni diretti anno dopo anno vengono a mancare. Gli eventi si svolgeranno on line, per rispettare le disposizioni covid.

Essere partigiani oggi significa essere contro l’indifferenza che è “il peso morto della storia” (come ci ricorda Antonio Gramsci nel suo “Odio gli indifferenti”).

L’Anpi di Colleferro “La Staffetta partigiana”, in collaborazione con il Comune di Colleferrro organizza un concerto, presso l’Aula Consiliare,  del chitarrista Stefano Pallotta. Verranno eseguite musiche di Bach, Britten, Villa Lobos. La diretta verrà trasmessa, dalle ore 17.00,  sul canale YouTube del Comune e pubblicata sulla pagina Facebook dello stesso.

L’Anpi di Palestrina “XI Martiri” organizza delle letture da testi di Levi, Segre, Brecht e altri. Interviene Marina Pierlorenzi, Vice Presidente dell’Anpi Provinciale di Roma e responsabile del coordinamento donne Anpi. La diretta verrà trasmessa, dalle ore 18.00, sul canale YouTube dell’Anpi provinciale (youtube.com/c/AnpiProvincialediRoma)

L’Anpi di Genazzano (Giuseppe Emilio D’Amico e Lidia Ciccognani) organizza delle letture che potranno essere seguite sulla sua pagina Facebook e affiggerà uno striscione sul ponte del castello Colonna con la scritta “Mai più barbarie”.

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Roberto Papa

“Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”. (Bertold Brecht)

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