Reborn il nuovo album di Andrea Barone

Esce Reborn il nuovo lavoro del compositore Andrea Barone che per l’occasione scrive anche i testi per le canzoni

Reborn “rinato” è il nuovo album del compositore italiano Andrea Barone che per l’occasione ha chiamato a cantare alcuni artisti del panorama musicale. Il suo album contiene otto nuove tracce dallo stile rock angloamericano senza dimenticare la melodia italiana.

Importante è stata anche la collaborazione con tanti musicisti, circa 40, che hanno lavorato a stretto contatto con il compositore per esprimere al meglio la sua musica. Conosciamo meglio Andrea Barone e la sua musica.

Salve, il suo nuovo album si chiama Reborn, come nasce?

Reborn ha avuto una gestazione lenta e meditata, dopo anni di attività come tastierista e musicista “per altri” ho finalmente deciso di dedicarmi a brani esclusivamente miei, alcuni dei quali cominciati a scrivere quando ero molto giovane. Il brano Reborn che dà il titolo all’album è uno degli ultimi che ho scritto e uno di quelli a cui tengo di più. Ho scelto di intitolare così l’album proprio perché per me rappresenta l’inizio di un nuovo percorso e il mio album d’esordio in veste di autore di canzoni, ma anche perché il concetto di rinascita, come ripartenza, rigenerazione, mi ha sempre affascinato.

Qual è il filo conduttore dell’album?

Quando ho stilato la track list del disco mi sono accorto che il filo conduttore è rappresentato proprio dalla rinascita in varie sue declinazioni e significati. Ad esempio, rinascita sentimentale in Say goodbye, che è una rock ballad, rinascita umana in Mercy, brano dedicato all’ambiente, rinascita spirituale e interiore in brani come Feel the wind e Reborn, rinascita come emancipazione sociale per Forever free. Credo che il messaggio generale del disco voglia essere di liberazione e rinnovamento di sé.

Lei è un compositore, ma per questo album ha scritto anche il testo, perché in inglese?

Scrivere in inglese non è stata una scelta ragionata, nel senso che i testi mi sono venuti spontaneamente e in maniera naturale in questa lingua, poi credo che l’inglese si leghi meglio al genere e alle sonorità dei brani. Ho scritto però anche brani con testi in italiano, spero di poterci lavorare presto.

Come ha scelto i cantanti che l’hanno accompagnata nella realizzazione di Reborn?

La scelta dei cantanti non è stata facile, è stata impegnativa ma allo stesso tempo stimolante, e alla fine molto soddisfacente. Diversi di loro erano amici con cui avevo già collaborato, altri li ho scelti cercando e ascoltando cose in giro sui social, altri me li ha suggeriti Vincenzo Siani del Trees Music Studio.

Cosa rappresenta per lei la rinascita e quanta importanza può avere in questo periodo storico?

L’album è stato concepito due anni fa, l’ultimo brano ad essere stato scritto è proprio Feel the wind, videoclip di lancio del disco. Similmente al singolo Forever free, uscito a maggio dell’anno scorso, in pieno lockdown, probabilmente vari brani si legano bene, concettualmente e simbolicamente, al periodo che stiamo vivendo, anche se in maniera involontaria, perché come dicevo sono stati scritti molto prima della pandemia. La rinascita interiore credo sia fondamentale nella vita per reagire ai momenti dell’esistenza in cui qualcosa, dentro o fuori sé stessi, muore, o viene perduto, o viene lasciato indietro, e ha quindi bisogno di essere continuamente ritrovato, rinnovato, rigenerato. In questo momento credo che una rinascita sia necessaria e vitale per tutti.

La musica che ha composto ha uno stile rock, è un ritorno del rock nel mondo musicale o c’è di più?

Amo il rock, sono cresciuto col rock classico e anche con quello un po’ più moderno, ho suonato anche metal, quindi nelle sonorità rock mi ci ritrovo pienamente, e le ho riversate in maniera naturale nell’album, cercando di conciliarle con la forte impronta melodica dei brani. Un certo ritorno del rock, della musica live suonata con strumenti veri, nel mainstream musicale non può che farmi piacere.

La registrazione l’ha fatta al Trees Music Studio di Cava de’ Tirreni, com’è nata la collaborazione con Vincenzo Siani e perché questa scelta?

Avevo già collaborato con Vincenzo Siani e mi ero trovato molto bene, ho scelto lui per la produzione del disco perché c’è stima reciproca, perché ha creduto nel progetto e lo ha fatto crescere con me, poi abbiamo gusti musicali affini e siamo entrambi tastieristi, quindi ha compreso bene le mie esigenze.

Cosa si aspetta dalla musica di oggi e cosa ha intenzione di fare lei per la musica di oggi?

Dalla musica di oggi mi aspetterei che non si lasciasse travolgere dell’influenza dilagante che ormai hanno i social, che a meritare e ad andare avanti fossero sempre quelli bravi e talentuosi nel cantare, suonare, comporre, e non quelli capaci di avere e muovere più follower e di apparire meglio. Io per la musica di oggi posso fare quello che ho sempre fatto, dedicarle la vita, praticarla, dare il meglio di me, anche nell’insegnarla, essendo anche docente di musica nelle scuole.

Grazie per essere stato con noi e in bocca al lupo!

Grazie a voi, viva il lupo! Invito tutti a guardare il video di Feel the wind su YouTube e ad ascoltare Reborn sulle piattaforme digitali. Ciao!!

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Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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