Recensione GIGI, SI VOI DORMITE

La sera del 5 maggio è andata in scena dal Teatro Cyrano in Roma “Gigi, si voi dormite” per la regia di Lavinia Fiorani. La regista e anche attrice, nei panni di Ninetta, fa rivivere sul palco una Roma sparita su cui va documentandosi per una ricerca il giovane Luigi, Andrea Verticchio.
Lavinia Fiorani e Federica Polenta, entrambe appassionate di storia, cultura e folklore di Roma, hanno creato uno spettacolo musicale che vuole essere un omaggio alla Città Eterna e al regista, scrittore e sceneggiatore romano Luigi Magni. Ed e’ proprio a Luigi che è dedicato il titolo dello spettacolo, mutando quello della famosa canzone ‘Ninetta, si voi dormite’. La bella Ninetta nata nel 1859 appare agli occhi del giovane Luigi in un pomeriggio del 1947 mentre il ragazzo sta studiando per una ricerca su Roma Antica. Ninetta, un po’ come un fantasma un po’ come un sogno, irriverente, forte, curiosa e trascinante donna di mondo, accompagnerà Gigi per la città, così come la ricorda lei prima delle due guerre. I luoghi sono oramai cambiati e spesso irriconoscibili, ma come ferite aperte, permettono a Nina di raccontare e cantare storie e tradizioni della Roma che non c’è più, o meglio che è nascosta. I racconti, si accompagnano alla musica dell’orchestra dal vivo della Roma Antica con Gabriele Raimo alla fisarmonica, Leonardo D’Angelo alla batteria, Stefano Acqua alla chitarra.
È sul palcoscenico un Presente che rincorre un passato che sa, che conosce perché ha vissuto, ha sofferto, ma che sa anche guardare e accogliere il suo dolore e raccontarlo al giovane Gigi, rappresentante di un giovane presente. Allo stesso tempo Ninetta diventa incarnazione del Passato, che anche quando svanisce nel sogno o scompare come un fantasma, rimane sempre lì, non muore resta eterno come la Città più bella del mondo, per la nostra Ninetta e per tutti quelli che hanno Roma nel cuore.
Emblematiche le parole di Luigi Magni che citando il grande filosofo e imperatore Marco Aurelio, ci ricorda “Se non sai da dove vieni, non sai dove vai, ma non sai neanche dove sei, quindi, senza conoscere il passato non puoi riuscire a comprendere il presente“.
I complimenti vanno ad una bravissima Lavinia Fiorani che con la sua espressività e il suo sentire riesce a trascinare gli spettatori in una Roma ormai sparita, troppe volte dimenticata.
È un lavoro che merita davvero di essere visto soprattutto per tutti quelli che della romanità fanno un vanto. Il passato è il miglior maestro di vita ed è sempre bene conoscerlo e ricordarlo, per potersi ri-conoscere.
Piccolo suggerimento: se possibile, per la prossima volta, avere un cd da acquistare con queste “vecchie canzoni” reinterpretate dalla cantante.





