Rocchina Ceglia racconta il Castiglioni Film Festival

Il Castiglioni Film Festival raccontatoci dal direttore artistico Rocchina Ceglia

Alla direzione artistica del Castiglioni Film Festival 2022 è stata nominata Altrascena, la creatura nata dalla collaborazione della giornalista Rocchina Ceglia e del drammaturgo e regista Giancarlo Nicoletti. Una realtà ormai consolidata che si occupa di produzione e distribuzione di prosa e stand up comedy.  A presenziare dal 28 al 31 luglio alla Torre del Cassero dove si è svolto il Festival, la quota rosa di AltraScena: Rocchina Ceglia. Una nuova avventura che la stessa direttrice artistica ci ha raccontato davanti ad un caffè, mentre dinanzi a noi si stagliava il panorama della Val d’Orcia

A presiedere in queste serate, come direttore artistico della manifestazione, Rocchina Ceglia: com’è nata la collaborazione con il Castiglioni Film Festival?

Da un mix di belle situazioni, sicuramente da uno scambio di idee avute con l’assessore alla cultura del Comune di Castiglion Fiorentino, Massimiliano Lachi, scambio che andava avanti da diversi anni. Sono stata ospite di questo festival nel 2019, infatti, quando la direzione artistica del festival era stata affidata a due cari amici che mi hanno passato il testimone: Francesco Montanari e Alessandro Bardani. MI sono innamorata del posto, della gente che mi ha ospitata, facendomi sentire da subito a casa, ci sono ritornata in vacanza spesso negli anni successivi. È un borgo piccolo e, a differenza delle grandi città, tutto va molto più a rilento. C’è stato molto tempo, quindi, di parlare con l’Assessore di quello poteva nascere. Ed eccoci qui!

Hai molta esperienza nel campo teatrale, ma sei alle prese per la prima volta con la sezione cinema, quali sono le emozioni che ti hanno accompagnata in questo periodo?

L’ansia (ride n.d.r). Sì perché mi occupo di teatro, quindi, quando mi è stata proposta la direzione artistica di un Festival cinematografico, ci ho pensato un po’. Davvero poco però, perché mi piacciono le sfide e ho accettato. Ho considerato il Castiglioni Film Festival una bellissima sfida che andava affrontata, ma soprattutto una grande opportunità che mi avrebbe arricchita, che mi avrebbe dato la possibilità di sperimentare un nuovo linguaggio, di confrontarmi con nuove realtà. Tutto, sia chiaro, deciso, voluto e concordato con il mio socio e amico di avventure Giancarlo Nicoletti che non ha potuto partecipare perché impegnato nella regia de I due papi che debutta tra qualche giorno a Borgio Verezzi

Cosa hai preparato per questa ottava edizione? Come l’hai preparata?

L’ho preparata con tutta la passione che metto in ogni cosa, in ogni singolo aspetto della mia vita. Se una cosa mi interessa, mi intriga, la faccio e se la faccio do tutta me stessa, altrimenti meglio lasciar perdere. Abbiamo dovuto scegliere se improntare il Festival su film cult della cinematografia o se buttare uno sguardo ai nostri giorni. Abbiamo cercato un filo conduttore e pensato alla società che stiamo costruendo. Per questo, d’accordo con Giancarlo Nicoletti, ho scelto tre pellicole girate nei nostri giorni: I Predatori, Lontano Lontano e Settembre e ho voluto al Festival Giorgio Montanini, Giorgio Colangeli e Fabrizio Bentivoglio.

Il festival si svolge in un luogo incantevole, come ti sei rapportata con il luogo?

Vivo a Roma da diversi anni ormai, ma le mie origini sono pugliesi. Sono cresciuta in un piccolo borgo, molto più piccolo di quello di Castiglion Fiorentino. Quindi per me è stato molto facile adattarmi a situazioni diametralmente opposte alla grande metropoli. È stato un ritorno alle origini, un ritorno all’accoglienza della lentezza dei ritmi; ai saluti e ai racconti della gente che non sapevo chi fosse, gente che mi ha accolta con sorrisi e caffè. Questo nelle grandi città non accade, si corre, non c’è mail tempo. Mi sono rapportata al luogo rallentando ed è stato magico.

Lavoro impegnativo quello della direzione artistica, cosa ti porterai a casa di tutta questa esperienza?

In primis 4 kg in più. E anche con dei bei polpacci perché raggiungere il Cassero tutte le sere è stato impegnativo. Un posto meraviglioso, sia chiaro, ma ha una pendenza incredibile in salita è faticoso (ride n.d.r.). Scherzi a parte, è stata un’esperienza nuova, bella, che mi ha arricchita, dandomi soprattutto la consapevolezza che questo è un lavoro che dà tanto, che chiede tanto, a cui devi dare tanto, ma allo stesso tempo ti torna indietro un’energia, un’adrenalina, una bellezza e delle emozioni che poche cose nella vita riescono a darmi. Torno a casa con la consapevolezza che, nella vita, non potevo fare scelta migliore.

Dopo il Castiglioni Film Festival, dove migrerai?

Come dicevo prima siamo impegnati nel debutto della nuova produzione: I due papi con Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo. Debuttiamo a Borgio Verezzi. Prima però dal 3 al 7 agosto siamo a Piombino per Altrascena Piombino Festival con Laura Morante, Marco Bocci, I Tiromancino, Francesco Montanari, Alessandro Bardani, Alfonso Sabella, insomma tanta bella gente. Poi un salto in Sicilia per il Villermosa Festival che termina a settembre. Da ottobre saremo in scena con Persone Naturali e Strafottenti per il quarto anno, con il Musical improvvisato de I Bugiardini, in tournèe con la Stand Up Comedy. E poi è subito Natale.

E allora in bocca al lupo!

Speriamo che non sbadigli” dice Giorgio Colangeli… ma il perché chiedetelo a lui, lo spiega meglio.

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Sissi Corrado

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