Samuel Morse non solo inventore

Il telegrafo elettrico di Morse: 178 anni fa il primo messaggio in codice

Il 24 Maggio del 1844 veniva telegrafato il primo messaggio in alfabeto Morse su una linea elettrica sperimentale che avrebbe fatto correre la comunicazione da Washington DC a Baltimora. Un evento eccezionale. La frase scelta per accompagnare l’invenzione alla nascita fu “What hath God wrought”, traducibile come “Cosa ha creato Dio!”: una frase di devozione, forse una riflessione sulla tecnologia che avanza e che, creando insuperabili innovazioni, superbamente faceva sentire l’uomo simile al creatore divino.

La frase venne suggerita all’inventore da Annie Ellsworth, figlia del commissario ai brevetti, ed è tratta dal quarto libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana, I Numeri versetto 23:23. Un testo che inizia con il censimento della popolazione giudea nel deserto del Sinai e racconta la vita durante il lungo esodo ripercorrendola per ben 39 anni.

Il messaggio devoto e trionfante, un attimo dopo venne rimandato dal Maryland al Campidoglio americano da Alfred Vail, collaboratore di Morse nella costruzione del cablaggio tra le due città e nell’ideazione del codice, da alcuni attribuita totalmente a lui. Durante i 12 anni precedenti, Samuel Morse aveva studiato il miglioramento del telegrafo già presente in Francia, che avrebbe permesso tramite questo primo esempio di codice digitale, la trasmissione a distanza di messaggi.

Gli effetti furono simili a quelli di una genesi in effetti: l’invenzione aiutò ampiamente la crescita americana, accorciando le distanze fra stati e città in crescita. Una spinta evolutiva importante, tanto che a distanza di un solo anno le linee del telegrafo elettrico di Morse, correvano lungo vari stati e si andavano diffondendo in tutti i continenti. L’alfabeto poi ebbe un successo indiscusso: il codice ad impulsi rimase fino al 1999 il metodo ufficiale per le comunicazioni marittime ad esempio.

La formazione di Morse iniziò però da ben altro ramo: i primi esperimenti risalgono infatti al periodo tra il 1832 e il 1936. Prima di allora, il futuro inventore, si era formato al college di Yale, e si occupò di pittura, divenendo allievo di Washington Allston, pittore americano romantico e scrittore.

Nel 1825 di ritorno dall’Europa, dove si era recato per affinare la sua maniera proprio al seguito di Allston, Morse contribuì a fondare la National Academy of Design di New York. Un creativo o forse un visionario, in ogni caso una personalità che come opera migliore ha lasciato un passo indiscusso verso il futuro, legando il suo nome agli albori della tecnologia.

Per quanto riguarda le sue pitture, restano famose due tele: un ritratto di La Fayette e un Ercole Morente del 1821, esposto alla Yale University Art Gallery.

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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