“Sound of salame” il romanzo d’esordio di Mattia Bortesi

Foto Ufficio Stampa

Sound of salame, il rock della provincia

E’ uscito “Sound of salame”, il romanzo d’esordio di Mattia Bortesi, docente di lettere in una scuola media inferiore della provincia di Mantova. Abbiamo rivolto alcune domande all’autore del romanzo.

Prima di tutto benvenuto. Passo a darti del tu… Il romanzo d’esordio è sempre una grande sfida, come ti sei preparato alla sua pubblicazione?
Un saluto a tutti. Sì, lavorare al romanzo d’esordio dà molta carica ed emoziona anche un po’. Più che prepararmi, ho cercato di seguire ogni passaggio con molto entusiasmo. Ho conosciuto, così, poco alla volta, un mondo molto bello, che non conoscevo. Mi riferisco al cosmo delle case editrici indipendenti, delle piccole librerie, dei circoli di lettura, dei blog e dei gruppi Facebook che ospitano instancabili lettori. Un grande ringraziamento voglio rinnovarlo ad Arkadia Editore, a Tania, Patrizio e Riccardo, che hanno permesso tutto ciò.

Sei tra i giovani scrittori che esordiscono in campo letterario in Italia, come ti vedi in questa veste? Sai che hai un compito importante, quello di suscitare interesse nei giovani alla lettura? Come vivi questa tua “responsabilità”?
Invogliare i giovani alla lettura è già uno dei principali obiettivi che mi pongo all’inizio di ogni anno scolastico. Insegno lettere alle scuole medie e penso che avvicinare i giovanissimi ai libri, alle biblioteche e alla scrittura sia una sfida che non deve spaventarci, nonostante i tempi stiano portando distrazioni sempre più tecnologiche, immediate ed accattivanti.

Passando al romanzo, come nasce?
Nasce durante le notti d’estate, quelle in cui la scuola è finita, in strada non passa nemmeno una macchina e le ore, invece, passano che manco te ne accorgi. Finito di leggere “La strada per Los Angeles”, di John Fante, mi sono ritrovato a scrivere pochi minuti dopo. Il protagonista di Fante era molto simile a un personaggio sul quale fantasticavo già da un po’ di tempo, così l’ho sradicato dagli Stati Uniti e ne ho tracciato una versione moderna, assai contaminata e di stampo padano.

Perché non dare il nome al protagonista del tuo romanzo?
Gli ho fatto un grosso dispetto! Lui è terrorizzato dalla mediocrità e fa di tutto per emergere e diventare una pop star. Così, quasi per contrappasso dantesco, ho fatto in modo che i lettori non venissero nemmeno a sapere come si chiama. D’altronde il protagonista non è un personaggio famoso: è ancora un Mr. Nessuno di provincia.

Nel romanzo si parla di musica, ma soprattutto di attese e di quella famosa frase che accompagna ogni nostra domanda non solo nel mondo artistico, ma anche in quello lavorativo: “le faremo sapere”, come si vive con questa risposta?
In tutti i settori, quando gli esiti non dipendono da noi, ci sentiamo impotenti. Alcuni “le faremo sapere” tagliano come lame, altri te li aspetti e così inizi a fasciarti la testa prima ancora che si rompa. Il protagonista di “Sound of salame” non riesce a convivere con questa risposta e così si costruisce situazioni fortemente autoincensanti, condite con un’ironia non sempre voluta.

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Quanto valore danno i giovani al “le faremo sapere”? Ciò può distruggere le proprie speranze?
Spero di no. Sound of salame parla proprio del difficile rapporto tra le aspettative e i risultati. Occorrono pazienza e serenità, soprattutto, per affrontare quelle attese e quei rifiuti che porterebbero molti a desistere. Anche il protagonista cercherà di cambiare questa infernale dinamica d’insoddisfazione, mutando il proprio atteggiamento. C’è un tentativo di formazione personale che lo porta verso un’altra via, ma è meglio non svelare altro.

Abbiamo detto che nel romanzo si parla di musica, quanta importanza ha la musica per te? E la letteratura?
Sono due grandi passioni. Negli ultimi anni ho preso parte ad alcuni progetti musicali e ho avuto la fortuna di condividerli con persone speciali. Da tre anni ho un progetto cantautorale, insieme a Francesco Pollachini, chiamato Matija. La letteratura, poi, è proprio Amore. Amore per il mio lavoro, amore che mi ha salvato in questi mesi di lock down lombardo, nei quali mi son ritrovato a leggere decine e decine di libri.

Quanto del musicista Mattia, c’è nel libro?
Nel libro ci sono i contesti, le situazioni e tutti i vari ambienti caratteristici della provincia, nei quali il protagonista s’immerge come fossero gironi infernali. Per quelli mi sono ispirato alla mia terra, divisa tra Veneto, Emilia e Lombardia. Per quanto riguarda il protagonista, spero sia autobiografico solo in piccolissima parte; chi leggerà il romanzo capirà il perché: non c’è un granché da festeggiare nell’assomigliare alla presunta pop star del libro, così egocentrica e radical chic.
In lui sono finiti molti dei difetti che abbiamo tutti noi, quindi sì, anche i miei.

Il titolo “Sound of salame” cosa indica? Cosa significa?
È il titolo di un capitolo; se lo spiego alla lettera rischio di anticipare eccessivamente la trama. Provando a rimanere nel vago, il Sound of salame è l’ambiente musicale tipico della provincia.
È il rocker in bermuda che si sente arrivato dopo un concerto nel bar di suo cugino, davanti a venti persone; è la festa in campagna in cui tutti si divertono e si lasciano distruggere i timpani dai volumi esagerati. Il cantante, di solito, finisce per bere troppo e ti palesa continuamente il suo alito all’aglio.
L’aglio del salame, ovviamente.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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