Un ricordo su Frida Kahlo

La pittrice, poetessa Frida Kahlo e la sua voglia di vivere

Frida Kahlo muore 7 giorni dopo aver compiuto il suo quarantasettesimo compleanno. Ricorreva infatti una settimana fa l’anniversario della nascita e oggi quello di morte. Era il 1954 e al tempo Frida viveva dove era nata, a Coyoacan, una delle delegazioni di Città del Messico. Aveva una gamba amputata fino al ginocchio, ultima della lunga serie di operazioni chirurgiche a cui dovette sottoporsi in vita. Prima costretta ad usare busti e successivamente impossibilitata ad alzarsi, costretta a letto quale dipingeva grazie all’uso di antidolorifici. Alla sua mostra personale che venne inaugurata nel 1953 a Città del Messico partecipò arrivando stesa sul suo letto nel cuore della città.

La pratica pittorica alla quale si avvicinò da autodidatta, fu il suo modo di esprimere il dolore vissuto. Non era abituata al mezzo artistico, eppure si rivelò particolarmente efficace nelle sue mani: iniziò a dipingere i suoi autoritratti allettata dall’incidente che la colpì nel 1925, e vi si dedicò intensamente raggiungendo il successo già durante mentre era in vita, per poi diventare icona femminile fino ad oggi.

La pittura che ci lascia è carica di forza, lo stato emotivo traspare insieme alla sua realtà esotica-onirica: a tratti perturbante, lo sguardo fisso di Frida Kahlo è segnato di orgoglio per la sua terra, arte popolare, identità. La forte coscienza con cui affronta temi sociali e un mai quieto vissuto personale sono gli estremi della sua opera, che resta un inno alla vita, come l’ultima tela da lei realizzata ora esposta all’interno della sua Casa Azul: Viva la vida.

https://www.museofridakahlo.org.mx/en/the-blue-house/virtual-tour/

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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