World Press Photo 2021: narrazioni mondiali

Foto Carolina Taverna (scatto di Roland Schmid)

Al Mattatoio di Roma la mostra del concorso fotografico World Press Photo 2021

Si ha tempo ancora pochi giorni per visitare l’edizione 2021 del concorso fotografico World Press Photo che quest’anno viene esposta negli spazi del Mattatoio di Roma.

World Press Photo nasce nel 1955 in Olanda, con la creazione del primo concorso internazionale di foto inerenti alla stampa mondiale, sino a diventare oggi il più prestigioso premio a livello internazionale. Ogni edizione vede una giuria di esperti e nomi illustri della fotografia valutare e premiare le foto che meglio raccontano realtà autentiche: fotografi professionisti che hanno saputo dar voce a situazioni e problematiche attraverso linguaggi e lavori di qualità.

Foto Carolina Taverna (scatti di Faccilongo)

Nell’edizione 2021 tra le foto premiate anche i lavori di tre italiani: Antonio Faccilongo, primo premio Progetti a lungo termine con Habibi, una serie di scatti inerenti alle storie delle famiglie di prigionieri politici palestinesi confinati nelle carceri israeliane; Gabriele Galimberti, categoria Ritratti, Storie, con The Ameriguns, un servizio sui proprietari di armi negli Stati Uniti; Lorenzo Tugnolo, primo premio Storie con scatti dell’esplosione al porto di Beirut che lo scorso anno causò la morte di oltre 190 persone.

Foto Carolina Taverna (scatto di Mads Nissen)

La foto dell’anno, copertina dell’evento e primo premio della categoria Soggetti singoli, è stata scattata dal danese Mads Nissen: l’immagine immortala l’abbraccio all’interno della casa di cura di Viva Bem a San Paolo in Brasile, tra una paziente e la sua infermiera, il primo dopo cinque mesi di isolamento, attraverso il telo di plastica che le protegge da un possibile contagio da Covid-19. La tematica pandemica è presente in molti altri scatti visibili alla mostra, documentando scene di confinamento nelle città, misure restrittive o la vita casalinga in isolamento, ma non costituisce certamente un monotema. L’esposizione apre gli occhi su spaccati di vita che non sempre raggiungono livelli mediatici mondiali, ben rappresentando la libertà di espressione e di inchiesta, le narrazioni fotografiche parlano di conflitti etnici, ambiente, minoranze e difficoltà sociali.

La mostra inaugurata a fine maggio sarà visitabile sino al 22 Agosto, permettendo a tutti una panoramica mondiale e una riflessione sui cambiamenti in corso e i tempi appena trascorsi.

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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