Anniversario di matrimonio al Festival Teatramm’

Anniversario di matrimonio

Cosa si può celare dietro un matrimonio? Ce lo svela la compagnia F.S.S.L.

Siamo arrivati al quinto spettacolo del concorso Teatramm’, in scena al Teatro Marconi di Roma dal 3 al 5 settembre 2020. Lo spettacolo è Anniversario di matrimonio testo di Crescenzo Autieri e la compagnia che lo porta in scena è F.S.S.L. di Caserta.

Il titolo dello spettacolo ci immerge immediatamente nell’argomento dello spettacolo e quindi facciamo alcune domande a Domenico Palmiero, regista e attore nello spettacolo e, come sto facendo con tutti i protagonisti della rassegna, passo a darti del tu.

Anniversario di matrimonio parla, naturalmente del rapporto di coppia, di amore, in quale modalità?

Buongiorno e ben trovati. Anniversario di matrimonio parla si, del rapporto di coppia, in modo assai strano. Il meccanismo drammaturgico dello spettacolo è assai contorto, perché le sfaccettature e i temi che si vanno ad affrontare non sono i soliti. Quindi è tutto molto esasperato, estremamente intimo, viene fuori il lato “macabro” di un rapporto di coppia. Anniversario parla della vita coniugale e dice delle cose che difficilmente qualcuno affronta in una semplice chiacchierata.

Qui si parla di un rapporto durato 10 anni. Tu sei giovane, come ti sei approcciato a una realtà che non hai ancora vissuto? Quali sono stati i tuoi punti di riferimento?

Quando metto in scena un testo e ne ho la possibilità, mi piace chiacchierare a lungo con l’Autore. In questo caso le lunghe chiacchierate fatte con Crescenzo Autieri su Anniversario, sono state la giusta partenza per mettere mano alla regia prima e al personaggio dopo. A prescindere, la nostra, è un’Arte che richiede tanta osservazione. Osservare la realtà, tipi, movimenti, intenzioni, sfumature… è estremamente importante. Fermo restando che comunque i personaggi, come età scenica, non sono tanto lontani da noi.

Anniversario di matrimonio

Qual è stato il motivo per cui avete scelto di portare in scena un testo di Autieri?

E’ il secondo testo che mettiamo in scena di Crescenzo. Il primo è stato “Work in progress” che abbiamo presentato anche alla scorsa edizione di Teatramm’, portando a casa bei risultati. Il motivo di allora, così come quello per “Anniversario” è legato a una mia visione del Teatro. Avendo come punto di riferimento, sin da bambino, Eduardo ho dovuto riconoscere per intuito che il Teatro necessita di esercitare la sua funzione di “specchio”. Quando ci mettiamo difronte ad uno specchio e c’accorgiamo di avere una maglia, un capello fuori posto o di essere scomposti, la nostra prima reazione è quella di fare qualcosa per aggiustarci. Questo è il Teatro. Non ci risolve i problemi legati alla nostra quotidianità, intimità o problemi politici come sociali, ma riconoscerli e individuarli fa sì che, una volta usciti dal Teatro, noi mettessimo in moto un meccanismo che si preoccupi di risolvere, nel nostro piccolo, quei problemi …anche con una risata, ironia. Ma quando il pubblico ride o va a Teatro e invece di parlare della storia che ha visto, parla degli attori, della scenografia o della signora che si è addormentata in platea…vuol dire che il Teatro, vuoi per l’inconsistenza di un testo o per attori non convincenti o per regie troppo metaforiche, non ha svolto la sua funzione sociale. Ritornando alla tua domani ecco il motivo per il quale ho scelto di mettere in scena un altro testo di Crescenzo Autieri. In tutti i suoi lavori, ad oggi 19 tra teatrali e cinematografici, affronta tematiche insolite e comuni in modo mai scontato e con belle strutture drammaturgiche. Questo, credo, sia dovuto anche al fatto che, essendo attore e regista oltre che autore dei suoi testi, sa perfettamente quali sono le esigenze di uno spettacolo e quello che il pubblico vuole.

Leggendo e lavorando sul testo, ci sono particolari dell’amore che ti hanno portato a riflettere su questo sentimento? Quali sono?

Sicuramente, altrimenti non si sarebbe attivato quel meccanismo di cui ti parlavo prima. Non posso risponderti completamente a questa domanda… poi magari vedendo lo spettacolo capirai perché. Posso solo dirti che la monotonia in rapporto, tenere il proprio partner chiuso in un mobile come un orsacchiotto ricordandosene solo quando si rischia di perderlo e magari rinfacciare colpe che sono anche proprie ma non riconoscerle, può essere la causa della fine di se stessi e di conseguenza del rapporto. Bisogna stare molto attenti.

Cosa vorresti che arrivasse al pubblico e alla giuria dello spettacolo?

Il sapersi reinventare. Ammettere le proprie debolezze, i propri errori, accettare la realtà e fare qualcosa o per cambiarla o per prendersene tutto bene che possa avere.
Qui parliamo di due coppie agli estremi. Due matrimoni che sembrano essere aziende per le quali quando uno dei due soci decide di allontanarsi inizia a fare i conti con il “questo è mio e questo è tuo”. Ci troviamo difronte a una storia assurda e personaggi folli, che fanno emergere, in modo molto esasperato, tutto il marcio della vita coniugale.

Voi avete già affrontato pubblico e giuria del concorso Teatramm’. Con quali sentimenti ritornate a “calpestare” il palco del Teatro Marconi?

Con affezione. Quella dell’anno scorso è stata una bella esperienza…formativa. Ritornarci è per noi motivo di orgoglio ed estrema felicità. Tutto ciò però non ha annientato ansia e preoccupazioni…quelle ci sono. Guai se non ci fossero.

Anniversario di matrimonio

Cosa vi ha dato l’anno scorso il concorso e cosa vi aspettate quest’anno?

L’anno scorso il Festival, a partire dalla selezione, ci ha regalato tanti momenti di felicità… non ci aspettiamo niente… andremo a portare il nostro spettacolo e questo può anche bastare. Ci aspettiamo solo che il pubblico e la giuria capiscano e apprezzino il nostro spettacolo.

In scena avete portato tanto De Filippo, Scarpetta, tanto teatro napoletano. Perché e come affronterete il vostro futuro per ciò che riguarda i testi teatrali?

La tradizione e le nostre radici non possiamo dimenticarle. Non dobbiamo. Non rifiuto la nuova drammaturgia ma è un mio bisogno mettere in scena anche i grandi classici e testi del repertorio di tradizione. Questo atteggiamo lo assumo anche nei confronti dei generi…amo fare testi comici quanto quelli più impegnati.

Dopo il concorso Teatramm’ cosa ha in serbo la compagnia?

Saremo ancora in scena con “Anniversario” il 19,20 settembre e l’11 ottobre. Il 7 e l’8 novembre debutteremo con “Gennareniello” di Eduardo, nuovamente a dicembre, il 26 e 27, debutteremo con “Quei figuri di tanti anni fa”di Eduardo , il 20 e 21 febbraio il debutto di “Statue Unite!” di Eduardo Tartaglia e poi chiuderemo con “Non ti pago” di Eduardo l’8 e 9 Maggio. Intanto durante tutta la stagione saremo impegnati con le repliche degli spettacoli e altri progetti che per scaramanzia non dico ancora…

Grazie per essere stato con noi e in bocca al lupo! 

Grazie a te….a voi! Sempre.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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