CamGirl e la solitudine dei social

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emerge un elemento fondamentale, la solitudine

CamGirl in prima all’Ar.Ma. Teatro di Roma, è uno spettacolo particolare, che unisce in modo intrinseco teatro e social. Lo spettacolo scritto e interpretato da Giada Villanova diretto da Emiliano Russo, nasce da uno studio, un esperimento, effettuato dalla stessa autrice.

Per mesi la giovane ha gestito un profilo fake, senza mai farsi vedere. Questo le ha permesso di dialogare con uomini che, in cerca di qualcosa, anche se nella vita reale hanno tutto, si sono aperti, confidati con una sconosciuta. Racconti che hanno avuto come argomento il tradimento, i turbamenti, fantasie e cose inconfessabili, spesso indicibili. C’è chi ha promesso amore eterno per fuggire poco dopo, bloccando addirittura il contatto, chissà, sentendosi in colpa per aver aperto il proprio cuore, oppure per paura che il virtuale si trasformasse in reale.

Dietro a ogni contatto, ad ogni chiacchierata, emerge un elemento fondamentale, la solitudine che le persone sentono, in un mondo che dovrebbe, proprio grazie ai social media, avvicinare le distanze, far sentire meno isolate le persone. Il problema che ne emerge, dopo anni di sviluppo di questi nuovi mezzi di comunicazione, è la piena solitudine che si manifesta continuamente nella società moderna.

La notte di San Silvestro una ragazza resta in casa in pigiama da sola e con il suo pesce rosso Ariel. Ed è proprio il suo animale da compagnia che le suggerisce di rinunciare a qualcosa per ottenerne delle altre. Ariel aveva rinunciato alla sua voce per un paio di gambe? Lei rinuncerà al suo viso per trovare compagnia.

La cosa dovrebbe dare i suoi risultati, ma all’improvviso ci si riscopre a essere soli in compagnia degli altri.

Lo spettacolo, ideato con una visione ampia dei social, prevede non solo la recitazione della Villanova, ma anche una parte in connessione, dove la stessa attrice verrà seguita dagli spettatori attraverso i social, dove sarà anche possibile commentare in diretta la performance dell’attrice.

Bella l’interpretazione di Giada Villanova, precisa, decisa, coerente con il suo personaggio in ogni forma. il testo si presenta interessante, tranne per una piccola decadenza di attenzione o ripetizione, ma non sappiamo se voluta, nella parte iniziale. La scelta della connessione con la partecipazione non solo degli spettatori in sala, ma anche con chi sta all’esterno è interessante e da sottolineare con attenzione. Scenografia, luci, musiche, sono ben collegate fra di loro e armonizzate con lo spettacolo, tanto da fare di questo uno spettacolo interessante da vedere e innovativo.

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