Emiliano Morana in Pesi Massimi

Un racconto di forza e coraggio al Teatro India di Roma

L’estate del Teatro India di Roma, offre una varietà di eventi culturali che tocca le corde dei cittadini e non solo, che vogliono passare delle ore in compagnia della letteratura, del teatro, della musica, ma anche dell’incontro tra persone. Diventa, per questo, un luogo di condivisione, convivialità, scambio culturale e amicale tra persone che si conoscono o che si incontrano per la prima volta. Insomma, appare una casa della cultura, dove l’accoglienza, la partecipazione, tipica dei giovani, è attiva.

Tra le offerte della cultura ci sono anche degli spettacoli offerti in forma gratuita, che per nulla si discostano dalla volontà di ascoltare nuove drammaturgie, o di assistere a performance di nuovi artisti della generazione odierna e futura. Pesi massimi scritto da Emiliano Morana e Fabio Morgan, con Emiliano Morana e la regia di Fabio Morgan ha inaugurato alle 19.00, presso l’Area giardino, la giornata di giovedì 17 luglio.

Il monologo, che dura più di un’ora, riesce a mantenere alta l’attenzione del pubblico, saltellando tra due vite: quella di un giovane romano che vive in periferia e che si deve destreggiare fra le tante difficoltà e quella di Muhammad Ali, il campione di boxe americano. Cosa hanno in comune due uomini vissuti in anni differenti, in situazioni di vita diverse? Si potrebbe dire poco, invece non è così. Lo spirito umano viene invogliato a migliorare e a superarsi costantemente, ricercando nella propria necessità di migliorarsi, tutti quei valori e quei sentimenti che spingono l’essere umano a migliorare la propria esistenza.

Così Muhammad Ali diventa un uomo al quale ispirarsi, nel quale i giovani possano riscoprire e vedere quella scintilla che li rende capaci di compiere azioni, ispirandosi alla propria forza interiore e alla volontà. Cambiare la società diventa quindi un atto fattibile e non chimera, come spesso vorrebbero convincerci quelle frasi su “è sempre stato così”.

Se si è sempre fatto così, forse è mancato il coraggio di prendere il proprio destino fra le mani e cambiarlo, è mancata la determinazione, voglia e la lotta. Quest’ultima non è contro qualcuno o qualcosa, ma contro se stessi. E come Alì, il pugile che cade e si rialza, che ricade ancora e non perde la volontà di rimettersi in piedi, il giovane romano capisce che per andare oltre, deve sapersi rialzare ogni volta, sempre con maggiore intensità.

Il testo lo racconta con lucida sequenza di azioni, nelle quali si sentono e si vedono tutte le scene, tutte le emozioni che ne scaturiscono. Parole che arrivano al cuore e che fermano immagini ben definite. Insieme anche ad un’intensa interpretazione, quella di Emiliano Morana che calza benissimo il personaggio, rimarcandone le sfumature, facendocelo amare fin da subito.

È un monologo, ma in esso sono ben visibili tutti gli altri personaggi. Non si ferma al racconto di vita, ma diventa un inno per tutti quei ragazzi che sono costretti a subire le angherie dei compagni, i nomignoli offensivi, che vengono lasciati da parte. Un’opera che elogia il coraggio, la libertà e la liberazione, l’identità come fulcro del nostro essere umani e se stessi. Ma c’è anche l’importanza dei Pesi Massimi, quelli che servono, a ognuno di noi, per crescere.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

Leggi anche