Flee: racconta la voglia di vivere

Candidato a tre premi Oscar: miglior film Internazionale, miglior film d’animazione, miglior documentario

Flee è l’animazione – documentario che racconta la storia di Amin, un uomo che si ritrova alla soglia del matrimonio con il suo compagno e che inizia a registrare un’intervista con un amico Jonas. Il suo è un viaggio a ritroso che lo porta alla sua infanzia. Amin è nato e cresciuto a Kabul prima della guerra che l’ha distrutta, ma ha vissuto la difficile esperienza della dominazione delle forze straniere. Ed è bella l’immagine della spensieratezza di Amin bambino, mentre corre per le strade della città indossando un vestito da bambina di sua sorella, mentre si sente spensierato e libero. La macchina d’animazione si sofferma su quello che rappresenta uno dei momenti più felici del bambino che gira per le strade senza sentirsi giudicato.

Ma la sua Kabul cambia e la guerra si fa strada nella vita di Amin, che è costretto a viverne le conseguenze: sul padre, è arrestato e poi fatto sparire, i suoi fratelli scappano per non essere costretti ad arruolarsi, cosa che fanno tanti giovani afgani, e naturalmente ha conseguenze sulla sua vita. Il conflitto lo spinge alla fuga con la famiglia e a rifugiarsi a Mosca. Il suo racconto è ricco di episodi che rivelano quanto sia difficile fuggire dal proprio paese e vivere in clandestinità. Ci mostrano una Russia, in questo caso Mosca, alle prese con la corruzione della polizia che pretende soldi per non denunciare chi ha i documenti scaduti e la dura realtà della fuga, con i trafficanti di esseri umani che si arricchiscono sulle spalle dei disperati.

È un documentario forte, che utilizza l’animazione quasi a voler identificare l’uomo con il sogno, con la storia che, in questo caso, arriva dritta allo stomaco. Animazione che ci permette di fare un salto nel passato di chi sta raccontando senza modificarne l’anima. E sono forti anche le immagini vere, prese dai tanti cinegiornali dell’epoca, che raccontano di un mondo di guerra, di morti, di catastrofi causate dall’uomo. Un lavoro questo per cui il regista Rasmussen ha passato ore su YouTube alla ricerca di filmati d’archivio che parlassero dell’Afganistan e della Russia degli anni ’80 e ’90.

Quanto dolore e quanto coraggio ci vuole per poter risalire dalla disperazione, dalla sconfitta che si prova dinanzi a questi orrori. Amin è un ragazzo che non rinnega se stesso, il suo modo di essere “da piccolo mi sono sentito sempre attratto dagli uomini” dichiara all’inizio del docufilm e anche se questo non è accettato dal suo paese, dalla concezione della famiglia, lui non se ne allontana, non si nasconde.

Nonostante gli orrori, le difficoltà, le perdite, il suo viaggio lo porterà a raggiungere mete inaspettate che gli faranno ricordare sempre, che la vita, per quanto dura e difficile, è sempre il bene più prezioso che abbiamo. Ed è lo stesso protagonista che raccontandoci la sua storia, ce lo fa capire dai primissimi minuti, con la gioia della musica che ascolta, l’amore per le persone che gli sono vicine. Durante il racconto a causa delle tante difficoltà, questo amore per la vita scema, per tornare prepotente da grande. Amin comincia a parlare con il suo amico regista perché sa che deve fare i conti con il suo passato pieno di crudeli segreti, per affrontare il suo futuro.

Flee è un film capace di raccontare con uno stile particolare, l’amore per la vita, facendoti ritrovare quel desiderio che ognuno di noi ha, ma che a volte rimane sopito a causa del trascorrere del tempo o degli eventi che ci distraggono. È una storia che ti cattura dall’inizio, raccontata con trasporto e poesia, che tiene incollati sulla poltrona fino alla fine.

I ringraziamenti finali del giovane Amir sono tutti per la famiglia e per le persone che gli sono vicine e la dedica arriva alla fine del documentario stesso: “I miei più sentiti ringraziamenti vanno ai miei fratelli che si sono sacrificati molto in vari modi per poter essere dove sono oggi. KR tu significhi il mondo per me. Infine, ringrazio l’amore della mia vita che ha sopportato quattro anni di turbolenze e per aver messo da parte i suoi sogni in modo da poter perseguire i miei“.

Titolo: Flee

Paese: Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia, Stati Uniti, Slovenia, Estonia, Spagna, Italia, Finlandia

Anno: 2021

Durata: 89’

Genere: animazione, documentario

Regista: Jonas Poher Rasmussen

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Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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