I due gentiluomini di Verona in scena a Roma

È andata in scena al Teatro Tordinona una delle prime commedie di William Shakespeare, I due gentiluomini di Verona, un racconto di amore, tradimento, inganno.

Il periodo è spostato alla fine della I guerra mondiale, dove due giovani amici, legati da un forte sentimento di lealtà, Valentino e Proteo, sono pronti a continuare le proprie vite interrotte dal rumore assordante della guerra. Valentino, gentiluomo soldato, torna a Milano dove l’attende la sua amata Silvia, figlia del duca di Milano. Il giovane sa che il loro amore sarà difficile, perché non è convinto dell’approvazione del padre di lei, ma è fiducioso dell’amore della sua amata e dei loro sentimenti.

Proteo, invece, innamoratosi anch’egli di Silvia, tronca il rapporto con la sua fidanzata Giulia, venendo meno alle tante promesse fattele per seguire il suo cuore. Ma quest’ultimo non è puro, perché, per raggiungere il suo scopo, l’uomo non esita a tramare contro il suo amico e lasciare Giulia, pronto a far di tutto per conquistare la fidanzata del suo amico.

Insieme ai quattro protagonisti sul palco girano anche altri tre personaggi che animano la scena e alimentano situazioni a volte leggere, a volte intense. Tutta la scena gita intorno ad un grande cannone, che, posizionato al centro della scena, fa da cornice ai vari elementi umani e inanimati.

Gli spettatori entrano in sala mentre i musicisti, come si scoprirà dopo, sono già presenti sulla scena, lui appoggiato ad un balla, mentre osserva, senza vedere, cosa accade in sala, lei al suo posto, con la sua divisa da crocerossina. La musica accompagnerà lo spettacolo anche con un divertente intervallo. I musicisti sono Gianfranco Giufà Galati e Valeria Modica.

In scena Luca Avallone, Chiara Bonome, Andrea Carpiceci, Ilario Crudetti, Chiara David, Emiliano Pandolfi, Simone Ruggiero, mentre la voce fuori è di Marco Simeoli. Adattamento e regia sono di Ilario Crudetti.

Attori bravissimi che meritano il sincero applauso degli spettatori. Presenza scenica, attenzione, bravura nell’interpretazione, qualche piccola imprecisione nella memoria del testo, ma piccolezze che possono essere messe da parte. Per il resto gli attori sono all’altezza di un testo che, oltre a presentare parti in rima, divertire e far riflettere, è un elogio al genio del drammaturgo inglese.

Lo spettacolo, inoltre, presenta un intervallo particolare, dove gli attori restano in scena e intrattengono il pubblico con dei canti tradizionali. Interessante scelta registica che accompagna la drammaturgia.

Intensa l’interpretazione iniziale di Andrea Carpiceci, che all’inizio della rappresentazione interpreta un soldato con seri problemi mentali, per poi prendere i panni di altri personaggi. Un plauso al feeling che c’è fra Avallone e Ruggiero, i quali si destreggiano nel rapporto amicale descritto nel testo.

In scena anche un bravissimo Ilario Crudetti che incanta il pubblico presente anche con la sua performance canora. Gli applausi non si sprecano per questa compagnia che si presenta in una veste attenta e decisa in un testo che appassiona e loro riescono a sorprendere attraverso l’interpretazione. Uno spettacolo da vedere.

 

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Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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