I testi di Levi vivi nelle parole di Herlitzka e Santospago

Al Teatro OffOff in scena lo spettacolo “Il canto d’Ulisse” con la straordinaria interpretazione di Roberto Herlitzka e Stefano Santospago

Al Teatro Off Off di via Giulia, è andato in scena, per la prima volta a Roma “Il canto di Ulisse”, reading-concerto dai testi di Primo Levi: L’ultimo Natale di guerra e Se questo è un uomo. Testi letti da Roberto Herlitzka e Stefano Santospago, accompagnati dai musicisti Alessandro di Carlo al clarinetto e Alberto Caponi al violino.

Presentato al festival di Todi nel 2019, concepito per il centenario della nascita di Primo Levi nel 2020, ma poi, causa pandemia, rimandato fino ad oggi. Lo spettacolo è prodotto dalla compagnia Diritto e Rovescio con la cura registica di Teresa Pedroni.

Nella raccolta “L’ultimo natale di guerra”, troviamo brevi racconti che Primo Levi scrisse in più anni per varie testate giornalistiche, mentre “Il canto di Ulisse”, da cui prende il nome lo spettacolo è, all’interno di “Se questo è un uomo”, l’episodio in cui, i personaggi si elevano dalle brutture e dalla cattiveria dei lager, proprio per seguire quel consiglio che fece di Ulisse un gran condottiero ma che gli valse l’Inferno, secondo Dante, per la troppa superbia. Nel racconto di Levi però, serve ad elevare i prigionieri, che grazie ai ricordi che il brano porge loro, come il mare, il sole, la voglia di vedere, di conoscere, non si lasciano annientare dal regime nazista che li vuole schiacciati sotto la fame e il freddo, considerandoli solo come dei numeri, togliendogli tutta la dignità.

Gli scritti di Levi si elevano con le voci di Herlitzka e Santospago, con la sottolineatura della musica. Una musica drammatica, triste quasi monotona, che non solo sottolinea ma, se possibile, amplifica la malinconia, lo struggimento del racconto. Le voci narranti dei due attori sono incredibili. Hanno una tonalità e una vibrazione tali da entrarti dentro, il che, unito alla recitazione, fa si che più delle orecchie, oda il cuore. Entrambi eccezionali declamatori e attori, Herlitzka e Santospago danno vita allo scritto. Ma, va detto, senza nulla togliere al lavoro e all’interpretazione di Santospago, che Herlitzka rappresenta e porta in scena qualcosa di incredibile. Un signore grande, anziano, sulla sedia a rotelle che ha un modo di leggere, interpretare, recitare, vivere quel che legge, da lasciarti incantato. Si potrebbe ascoltarlo per delle ore, dei giorni senza alcuna fatica.

L’unione dei due attori e dei suonatori è come se avesse creato nella mente di ognuno di noi la scena: non vedevamo più due attori leggere e due musicisti suonare, ma vedevamo Levi nel campo di concentramento, intento a portare la marmitta con la minestra, parlando con Jean, o il signor M preso a calci nel vicolo. Bravi, e non è stato un caso, che a loro hanno dedicato stati quasi 5 minuti di applausi.

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Raffaella Monti

48 anni, una vita con i bambini ... degli altri, a raccontare favole e a gustarmi film e letture. E se c'è il lieto fine ... meglio!

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