La Grana in scena al Teatro Trastevere di Roma

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la vita “disperata” di giovani della periferia romana

La grana, andato in scena al Teatro Trastevere di Roma, è un testo che si ispira ad una sceneggiatura “La notte brava” di Pierpaolo Pasolini, mai trasformato in film, con adattamento di Marco Zordan e Alessandro Di Somma, regia Zordan e con in scena la compagnia stabile “Spoon Tiber Teatro” del Teatro Trastevere.

Racconta, la vita “disperata” di giovani della periferia romana, fra gli anni sessanta e settanta, che hanno come obiettivo primario i soldi. Per loro, infatti, l’obiettivo è quello di guadagnare molto per vivere la vita in modo frenetico, sgretolato e spericolato, al di là delle regole e della legge, della quale, peraltro, si fanno beffa. Rapine, sesso, droghe, tutto fa parte di uno stile di vita da perseguire con decisione.

Uno spaccato davvero duro è quello che esce dalla penna di Pasolini, come lo sono i suoi testi di quegli anni, che affrontano la realtà della gioventù assetata di benessere.

Il testo, ripreso da Marco Zordan, basa la rappresentazione sulla durezza del linguaggio, dei modi, riproponendo lo stile di vita dei giovani delle borgate romane, attratti dal boom economico, dalla possibilità di comprare oggetti costosi, di vivere al massimo e riportando il tutto all’interno del teatro.

Molto duro? Devo ammettere che partecipando alla rappresentazione, mi son chiesta più volte quanto di quello rappresentato in scena, sia cambiato negli anni, se è cambiato l’atteggiamento dei giovani, il loro rapporto con i soldi, con le leggi, con la vita e se tutto ciò sia tanto diverso dai giovani degli anni ‘60/’70.

Bravi i giovani attori che hanno seguito una regia pulita e lineare, sicuramente anche d’impatto. La loro rappresentazione infatti, risveglia il senso della strada, mentre si ascoltano le grida dei giovani, il loro modo di comportarsi e di agire.

Teatro piccolo, ma ben utilizzato per le uscite o entrate degli attori che si muovono anche attraverso il pubblico.

Interessante la colonna sonora e lo stile. Si canta di donne, di vizi, di serate nei night club, ed è solo una parte della colonna sonora di quegli anni. Mentre osservavo i giovani recitare sul palco, ho pensato molto anche alla canzone di Vasco Rossi, “Vita spericolata” un successo del cantante italiano, ma successivo alla scrittura del testo. Chissà quanto di Pasolini ha letto il rocker italiano.

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