L’uno nel corpo dell’altra part. 1

lui al posto di lei e viceversa

Avete mai desiderato con forza e determinazione, vivere la vita del vostro compagno di scuola, della vostra mamma o del vostro papà, di vostro fratello? Oppure vi è mai capitato di desiderare di essere un altro o un’altra? Sono desideri che arrivano nella nostra mente soprattutto nell’età adolescenziale, dove il nostro essere ragazzi si scontra con la voglia di essere indipendenti, autonomi e soprattutto grandi. Forse continuano a restare nella nostra mente anche da adulti, ogni volta che ci guardiamo intorno e desideriamo ciò che pensiamo di non avere.

La cinematografia ha sfruttato l’argomento, lavorando su questo tema e dedicandogli pellicole più o meno grandi, ma spesso molto divertenti, come lo sono le situazioni che possono raccontarsi in un ipotetico scambio di personalità. Ora non ci resta che indicarvene alcune.

Il primo film di cui parleremo è BoyGirl – Questione di … sesso un film del 2006 diretto da Nick Hurran, interpretato da Samaire Armstrong e Kevin Zegers.

È una commedia per adolescenti. In un istituto scolastico Nell è la classica brava ragazza, seria, giudiziosa, studiosa, che progetta il suo futuro pensando al college e alla carriera. Nella casa di fronte alla sua abita Woody, un ragazzo che ha fatto dello sport la sua ragione di vita e anche la sua unica possibilità per frequentare un college. I due si conoscono fin da bambini, ma non si sono mai frequentati, inoltre non si sopportano e frequentano ambienti diversi. Capita che durante una gita sono costretti dal loro professore, a girare in coppia all’interno di un museo e che dinanzi ad una statua di un dio azteco, ci sia un battibecco. La mattina dopo i due si ritrovano una dei panni dell’altro. Sarà un’avventura per capire cosa distingue maschi da femmine e come si vedono entrambi.

Andando un po’ più indietro nel tempo, c’è Nella sua pelle, film del 1996, altro secolo, ma ricco di interessanti pellicole del genere e non solo. Diretto da Megan Simpson Huberman la commedia è interpretata da Guy Pearce e Claudia Karvan.

Mark, conduttore di successo e Tania, giornalista scientifica, sono due persone completamente diverse, che si incontrano ad una festa, si piacciono e vanno a convivere. Trascorrono due anni insieme, fino a quando Tania, in una discussione che avviene mentre si stanno lasciando, sfidandolo, dice a Mark che dovrebbe provare a vestire i suoi panni.

Desiderio avverato e i due si riscoprono a vivere le vite dell’altro. Lo scambio di corpo avviene tra uomo e donna, e la battaglia si sposta tra i sessi scontrandosi con i rapporti di coppia. Anche in questo film vengono prese di mira alcune abitudini particolari e diverse tra uomini e donne, come il loro modo di pensare o affrontare situazioni.

Anche l’animazione giapponese ha dato il suo contributo a questo genere con You name del 2016 diretto da Makoto Shinkai.

La vita che non viviamo ci affascina sempre più di quella degli altri. La pensa in questo modo anche Mitsuha, studentessa di una città rurale che vorrebbe andare a Tokyo, convinta che la grande metropoli possa permetterle di realizzare i suoi sogni. Taki, invece, è uno studente di Tokyo che ha un lavoro part-time in un ristorante. Una notte la giovane sogna di essere un giovane uomo e si ritrova a Tokyo, mentre Taki sogna di essere una ragazzina che frequenta la scuola in un paese di montagna che non ha mai visto. Certo, avviene tutto di notte, ma sarà vero? Chissà!

Nel 2017 anche gli italiani si sono espressi su questo tema con Moglie e marito, un film di Simone Godano con Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak.

Lo scambio di ruoli e di genere che accompagna questo film ha dei risvolti tragicomici, riuscendo anche a mostrare la realtà di alcune differenze di genere. Andrea è un neurochirurgo e Sofia un’emergente volto della tv. I due, sposati da anni, non si ritrovano più e decidono di rivolgersi ad un esperto per una terapia di coppia. Il destino, però, ha in serbo per loro una sorpresa: a causa di un esperimento mal riuscito, i due si ritrovano uno nel corpo dell’altro. Sarà difficile spiegarlo a chi li conosce, ma il divertimento è assicurato.

Lo scambio di personalità, però, arriva da lontano. In Italia, era il 1952, Aldo Fabrizi produsse, diresse e interpretò Papà diventa mamma interpretato insieme alla bravissima Ave Ninchi. Beppe e Margherita, sposati da anni, hanno tre figli ed entrambi vivono rinfacciandosi che l’uno lavora più dell’altra. Una sera, durante uno spettacolo di magia, il mago Bhorman chiama Beppe e lo ipnotizza facendogli credere di essere una madre di famiglia. Solo che il mago ha un malore e viene ricoverato d’urgenza e tutti i volontari restano ipnotizzati. Il mago ipnotizzerà anche Margherita che si trasformerà in un uomo arrogante e autoritario. Cast d’eccezione e risate a non finire, ricche di riflessioni.

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Sissi Corrado

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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