Memoria e verità storica

Al Teatro Tor Bella Monaca per la rassegna Memorialia, Tante facce nella memoria

Quello andato in scena al Teatro Tor Bella Monaca il 23 novembre non è uno spettacolo, come conferma la voce fuori campo all’inizio, quanto le parole, i ricordi, le emozioni di chi ha vissuto quell’episodio, quella tragica vicenda che ha colpito Roma, i romani e poi l’Italia intera.

Tante facce nella memoria, regia di Francesca Comencini, è un appropriarsi della verità storica, di quell’eccidio delle Fosse Ardeatine avvenuto l’indomani del 23 maggio del 1944, che ha sconvolto i cuori e la vita di 335 famiglie, tanti sono stati i morti innocenti, e dei diciannove partigiani che, durante la seconda guerra mondiale, agivano su Roma. In questo caso memoria e verità storica diventano una necessità, in particolare per un evento che fu reso noto solo dopo l’attuazione della vendetta da parte dei soldati tedeschi. Fu vendetta, certo, ma fatta subire ai civili che, già circondati dalla miseria e dalla guerra, vivevano in uno stato di profonda incertezza e paura.

La storia racconta che i partigiani che combattevano su Roma, pochi in effetti, decisero di colpire l’esercito tedesco, prima alleato e in quei giorni invasore, organizzando un attentato. Questo causò molte vittime tra i soldati, alla fine se ne contarono 33 e nessuno tra i civili. Per rappresaglia, invece, i tedeschi arrestarono molti civili e tra questi scelsero chi avrebbe pagato, con la vita, quell’attentato: dieci italiani per ogni soldato tedesco morto. Tutto avvenne in segreto. I tedeschi all’inizio nascosero le loro intenzioni, diffusero notizie false, tanto che il giorno dopo l’attentato, nessun giornale riportò la notizia. Non solo, ma anche sulla sorte dei civili arrestati, l’esercito occupante non diede reali notizie. Ciò che nelle prime ore comunicarono ai familiari degli arrestati fu che erano stati trasferiti in campi di lavoro, in posti non ben definiti, tra Germania e Italia, o in altre città. Fino a quando emerse la dura verità e cioè a misfatto avvenuto, quando il 24 marzo 1944 alle ore 22.55, il comando tedesco diramò alla stampa italiana il comunicato dell’avvenuta rappresaglia contro i “comunisti-badogliani”.

Sul palco, a raccontarci tutto ciò sono le parole di sei donne che hanno vissuto quei momenti, protagoniste di quelle giornate: tre partigiane che avevano partecipato all’azione, nell’organizzazione e attuazione dell’attentato, e tre parenti di tre vittime dell’eccidio. Le parole, prese in prestito dalle registrazioni di Alessandro Portelli, che intervistò i protagonisti, ancora in vita, di quella rappresaglia, sono portate in scena da Mia Benedetta per Lucia Ottobrini, medaglia d’argento, Bianca Nappi per Marisa Musu, medaglia d’argento, Carlotta Natoli per Gabriella Polli, figlia di Domenico Polli, Lunetta Savino per Ada Pignotti, vedova di Umberto Pignotti, Simonetta Solder per Vera Simoni, figlia di Simone Simoni e Chiara Tomarelli per Carla Capponi, medaglia d’oro della Resistenza. Sul palco si sentono le emozioni di quei momenti, quelle legate all’attentato, che quasi non si comprendono e quelle legate ai momenti successivi. Emerge la ricerca disperata dei propri cari in giro per Roma, la disperazione, l’ansia, la speranza, ma anche la rabbia, montata per aver trascorso tanto tempo legati ad una fievole speranza, una speranza risultata poi vana.

È un racconto che prende vita anche grazie alle parole delle attrici che portano sul palco quelle di persone che oggi non ci sono più. Ma questo lavoro di memoria, messo in piedi negli anni Novanta dal giornalista Alessandro Portelli, curato nella messa in scena da Mia Benedetta e Francesca Comencini, nasce dall’ascolto delle registrazioni delle testimonianze dirette e serve a ridare veridicità alla storia, quella di una pagina molto triste della seconda guerra mondiale. Sul palco, allestito quasi a voler rappresentare un tribunale, dalla parte dell’accusa, sei banchi in legno scuro e massiccio e dietro ognuno di esso, un personaggio, che grazie alle loro interpreti, ci restituisce le personalità di chi interpretano.

Lo spettacolo rappresentato durante Memoralia, Rassegna Civile di Teatro in Musica, in scena proprio al Teatro Tor Bella Monaca di Roma, ha coinvolto un gran numero di spettatori, che hanno partecipato con emozione alla stessa, condividendo, alla fine dello spettacolo, un momento di riflessione con le attrici stesse, molto applaudite e lo stesso Alessandro Portelli. Un atto di attenzione e partecipazione per la memoria storica, a volte troppo spesso dimenticata o volutamente messa da parte, ma importante per poter affrontare con decisione i difficili momenti socio-culturali che bisogna affrontare ogni giorno.

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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