Pubblicato il: 1 Luglio 2019

NUREJEV. Se sei un genio sei giustificato a ritenerti superiore

In Recensioni

Esteticamente curato, immagini suggestive

Anteprima al The Space Cinema Moderno | IN SALA DAL 27 GIUGNO

TRAMA: Ballerino intrepido e fuori da ogni schema, Rudolf Nureyev cresce in tecnica e splendore. Avido di conoscenza, la tournée del 1961 a Parigi è la risposta ai suoi desideri e al bisogno di conoscere più da vicino la cultura e il balletto occidentali. Le lezioni di inglese prese in Russia gli permettono di avvicinare i ballerini dell’Opéra, di comunicare con loro e di condividere i rispettivi punti di vista sulla danza e sul mondo. Incontenibile e ribelle, Nureyev sfora gli orari della ‘ricreazione’ e si attira i sospetti del KGB, che lo marca stretto. Le intemperanze hanno conseguenze drammatiche, il ballerino non andrà a Londra con la compagnia e deve essere immediatamente rimpatriato.

Bel film. Esteticamente curato. Immagini suggestive. Montaggio a tratti sorprendente. Bella colonna sonora. Una visione che scorre senza intoppi tecnici.

Poi arriva la storia. Non esattamente in linea con la verità dei fatti. Passabile. Tutto sommato bisogna fare delle scelte e dei tagli. E infine c’è lui, Rudolph Nureyev, il migliore ballerino del XX secolo.

NUREYEV NEL FILM

L’icona dell’artista ribelle. Un uomo che non si preoccupa di intessere rapporti umani, ma che punta solo alla fama. Una genialità giustificata da un passato difficile e dalla povertà della famiglia. Poco incline alla disciplina e spesso anche maleducato. Irriconoscente nei confronti delle persone che hanno riconosciuto il suo talento e si sono prese cura di lui aiutandolo a superare delle enormi difficoltà. Sicuramente se non ci fossero state delle figure chiave ad aprire le porte non sarebbe arrivato così lontano. Dove sia esattamente il punto di arrivo non lo possiamo sapere. Dopo aver chiesto asilo politico in Francia diventa molto famoso. Punto.

Morale della favola: se sei un genio (e lo puoi diventare solo se hai avuto un’infanzia di stenti), sei giustificato a ritenerti superiore. Gli altri devono prodigarsi per te. È un obbligo.

NUREYEV NELLA REALTÀ

Nureyev non si preoccupò mai di risultare simpatico o di seguire le regole, questo è assolutamente vero! Ma è solo una piccola parte di quello che ha rappresentato. Probabilmente la meno importante. Rudolph Nureyev voleva danzare. A qualunque costo. Non voleva chiedere il permesso. Non voleva piegarsi alle richieste di un governo restrittivo. E soprattutto si fidava del proprio istinto che lo ha, infatti, condotto verso una vera e propria rivoluzione: accentuò l’importanza dei ruoli maschili che a partire dalle sue produzioni vennero sviluppati con maggiore cura, fu il primo a pensare al danzatore come un attore, raggiungendo una presenza drammatica ben lontana dalla semplice esecuzione di una coreografia, e soprattutto, grazie a lui, venne abbattuto il confine tra balletto classico e danza moderna. Nureyev danzò entrambi gli stili, pur essendo stato formato come ballerino classico, cosa che oggi è assolutamente normale, ma causò molte critiche ai tempi.

CONCLUSIONE

Mi piacerebbe chiedere a Ralph Fiennes (regia) e David Hare (sceneggiatura) come si può avere l’occasione di portare all’attenzione mondiale una figura chiava della danza del XX secolo e lasciare che gli spettatori lo odino. E non basta giustificarsi dicendo che il film è provocatorio. Si è opposto al regime sovietico, certo, ma non era integerrimo. Ha causato dei problemi. Aveva le sue responsabilità.

Continuo a sognare un mondo migliore. Vorrei che gli adolescenti possano imparare qualcosa vedendo un film. Che li possa stimolare nel verso giusto. Senza mai dimenticare l’umanità.

 

Regia: Ralph Fiennes

Cast: Oleg Ivenko, Adèle Exarchopoulos, Chulpan Khamatova, Ralph Fiennes, Aleksey Morozov

Musica composta da: Ilan Eshkeri

Sceneggiatura: David Hare

Produttori: Ralph Fiennes, Gabrielle Tana, Andrew Levitas, Carolyn Marks Blackwood, François Ivernel

Distribuito da: Eagle Pictures

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