Oltre Ciao Maschio, la mostra a Roma

Foto Carolina Taverna

Oltre Ciao Maschio alla Galleria d’Arte Moderna di Roma: mostra, eventi e una rassegna di film

La Galleria d’Arte Moderna di Roma ospita fino al 14 novembre la mostra Ciao Maschio. Il titolo riprende il film omonimo di Marco Ferreri del 1978 e richiama anche nella mostra lo stereotipo della mascolinità, il volto dell’uomo nel suo delinearsi politico, sociale e non solo. Abbracciando il tema in modo ampio attraverso oltre 100 opere tra pittura, fotografia, video e non solo, si parte dall’installazione di Pax Paloscia sull’adolescenza maschile: foto e pittura danno corpo allo scontro interiore di questo momento di passaggio che si identifica anche nella contrapposizione con l’universo e il corpo femminile.

Nella ricostruzione della mascolinità, il secondo passaggio espositivo è rappresentato dal tema Il volto del potere: nella prima sala sono esposti ritratti dipinti in belle cornici dorate, una parete piena di volti in stile quadreria ottocentesca che rappresenta l’ufficialità di uomini politici dipinti da artisti maschi. A confronto con questi, la novità dei ritratti anni 60: esplosioni colorate e più pop che rendono la figura politica icona, al pari di una insegna pubblicitaria, oggetto di mitizzazione di massa, adorazione o beffa. L’altra sfumatura sul tema, è rappresentata dal volto del potere quando questo incuba gli ideali discriminatori dei nazionalismi novecenteschi: la metamorfosi è nel volto del terrore, sezione in cui trovano posto opere che ridicolizzano e criticano la rappresentazione trionfalistica di questi leader, Stalin, Hitler, Mussolini, come avviene nelle opere di Fabio Mauri e Gerhard Richter.

Foto Carolina Taverna

Per quanto riguarda invece il sistema dell’arte e il suo interno, negli anni 60 si inizia a rappresentare la mascolinità attraverso ritratti degli artisti stessi: foto e video realizzati in quegli anni lo restituiscono emblematicamente, il corpo dell’uomo artista diventa paradigma anch’esso di un universo ancora poco inclusivo.

Nella sezione Identità maschile e Culto del corpo ed etica dello sport, lo stereotipo dell’uomo perfetto padre di famiglia, erculeo nella prestanza fisica, eroico nel lavoro,  inizia ad essere smontato attraverso le opere della seconda metà del 900: il binomio che vedeva la possibilità dell’uomo contrapposta al dover non fare della donna, inizia ad essere ricostruito dagli artisti che mettono in campo una nuova nudità, un nuovo corpo, e anche una nuova figura di uomo che non è più lavoratore modello, padre perfetto: una figura in crisi nella complessità di definire nuovi ruoli, l’inizio di una presa di coscienza che va di pari passo con le lotte femministe.

Infine nell’ultima sezione Uomini visti da donne, sono in mostra anche le opere di artiste come Tomaso Binga (Bianca Menna), Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, interpreti di uno sguardo femminile sul maschio, uomo d’arte o di potere: queste artiste attive nel secondo 900, realizzano ritratti che fungono da necessari punti di vista nella ricostruzione del percorso di sviluppo dell’identità maschile così come arriva sino a noi.

Foto Carolina Taverna

Affianca la mostra un programma di eventi, proiezioni e readings teatrali che coinvolgono e sviluppano ulteriormente il leit motiv della mascolinità contrapposto di femminilità: il 23 settembre è stato il turno del reading teatrale Melucce bacate e papaveri d’oriente di Valeria Moretti con Simona Marchini, uno spaccato di artiste donne che hanno difeso il proprio lavoro e la loro libertà artistica. Il racconto, partendo dalle nature morte seicentesche di Fede Galizia e Giovanna Garzoni, unisce con un unico filo la libertà espressiva di Georgia O’Keeffe alla fotografia di Tina Modotti e di Margaret Mee, un possibile riassunto di identità femminili fuori dagli schemi. Ad accompagnare la lettura all’interno del chiostro/giardino del museo, i brani eseguiti al violoncello dal Maestro Simonpietro Cussino che hanno accompagnato ed intervallato la lettura.

La rassegna di incontri e readings teatrali continuerà sino a metà ottobre con altri appuntamenti, mentre la proiezione di film terminerà insieme alla mostra a novembre, continuando ad offrire spunti di approfondimento e nuove prospettive di lettura. Qui il programma completo http://www.galleriaartemodernaroma.it/it/mostre_ed_eventi/eventi

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Carolina Taverna

Diplomata al liceo artistico e laureata in studi storico artistici con tesi in arte contemporanea.

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