Oltremare alle Carrozzerie N.O.T.

La stanza è buia, è sera e una donna, entra mantenendosi ad un bastone. È vecchia, stanca e arrabbiata. Ma Anna non è sola, vive con il giovane Slobo, anche lui spesso arrabbiato. “Oltremare” è una storia di solitudini, di rabbia, di amarezza e anche di stanchezza. Nel loro vivere insieme si frappongono i ricordi di entrambi che hanno in comune la fuga dal paese di origine. Anna subito dopo la guerra, cercando la libertà dal potere di Tito, Slobo durante la guerra che ha insanguinato i Balcani.
Due modi per sfuggire alle guerre, cercando la libertà, ma l’esilio lascia i due in solitudine. Il rapporto tra Anna e Slobo è fatto di rabbia, ma anche di affetto, comprensione per quello che entrambi hanno vissuto. Questo secondo atteggiamento viene evidenziato in alcuni momenti della loro vita in comune. Ma è anche un confronto tra generazioni, tra la giovinezza che non c’è più e che viene desiderata e quella presente che è sottovalutata.
Lei fa fatica a ricordare il passato, lui cerca di dimenticarlo. Nell’intreccio delle loro esistenze i due si avvicinano e si allontanano, usano parole dolci o crude. Intenso il testo, come l’interpretazione dei due attori che hanno dato vita ad un dialogo a due incisivo e deciso, evidenziando il difficile rapporto descritto nel testo.
Tutto questo accade in “Oltremare”, un testo di Giorgio Serafini Prosperi, con Caterina Casini e Alessandro Marmorini, per la regia di Giles Devere Smith, con scene di Maria Inferrera e la parte tecnica affidata a Piero Ercolani, andato in scena dal 7 al 9 maggio a Roma, presso le Carrozzerie N.O.T. Il progetto è stato fortemente voluto da Saša Vuličević, a cui, dopo la serata, è stato dedicato un montaggio video.






