Paolo Cevoli in “Andavo Ai 100 All’Ora”

Grande successo per comico emiliano con il suo nuovo spettacolo
Imprenditore, comico e ambasciatore della emiliano-romagnolità, ma anche marito, padre e nonno: Paolo Cevoli si racconta in un nuovo spettacolo “Andavo ai 100 all’ora”.
Titolo che ricalca quello della famosa canzone di Gianni Morandi di ormai sessant’anni fa. E da qui parte il comico romagnolo, a raccontare di quei tempi – apparentemente così lontani – in cui andare ai 100 all’ora era paragonabile a raggiungere velocità supersoniche ma che oggi se si va in autostrada a quella andatura ti suonano dietro, anche i camion di trasporto suini.
Uno spettacolo di riflessione comica sul gap generazionale che porta Cevoli ad approcciarsi alla musica trap tanto in voga al giorno d’oggi sentendosi un po’ come suo nonno che non capiva quella dei Beatles quando lui era ragazzo.
E proprio come suo nonno gli raccontava della sua giovinezza, immagina così di raccontare al suo nipotino Tommaso com’era la vita quando lui era bambino e ragazzo, quando non c’era internet, i telefoni avevano la rotella, la TV era in bianco e nero. Quando non c’erano il politicamente corretto e la raccolta differenziata (anche perché quasi non si produceva immondizia); quando i bambini lavoravano dopo scuola per racimolare qualche soldo e forse apprezzavano di più il valore della fatica. Una ventata di nostalgici ricordi in cui il pubblico più agèe – i famosi boomer – si rispecchia e nel ridere fino alle lacrime annuisce compiaciuto.
Un racconto personale che attraversa tutta la vita dell’artista fino ai giorni nostri, non per dire che “una volta era meglio…” anzi! Ma per comprendere le nostre radici e ridere di noi stessi.
“E’ un periodo di grande cambiamento” dice, ma lo sguardo non va alle tragedie del momento, ma alla speranza che qualsiasi cosa capiterà adesso “quello che arriverà sarà più bello di quello che lasciamo”, proprio com’era capitato sessant’anni fa.

Un breve ricordo va anche al periodo più recente della pandemia, quando sia lui che la moglie si sono ritrovati chiusi in casa, “senza lavoro”: lui attore-comico con i teatri chiusi e la consorte – proprietaria di un atelier di vestiti da cerimonia – con le celebrazioni annullate. Ma anche in questo caso, l’incurabile ottimista di Cevoli trova il bello di una difficile situazione: “un tempo in cui abbiamo riscoperto il piacere di stare insieme”, guardando film insieme, facendo video e imparando un po’ di più l’uno della professione dell’altro.
Non manca il rimando a qualche simpatica gag di spettacoli precedenti, come quello da “La Bibbia raccontata nel modo di Paolo Cevoli” sulla perfezione della donna, ultima creatura plasmata da Dio, dopo essersi impratichito con esseri inferiori, tra cui l’uomo.
Una comicità autentica e spontanea, quella di Cevoli, mai volgare – anche quando parla di sesso –, carica di positività e gioia di vivere, di fiducia nel futuro e nel prossimo.
“Andavo Ai 100 All’Ora” è andato in scena – con grande successo – lo scorso 4 febbraio presso Spazio Sfera a Bussero, alle porte di Milano. Continuano le repliche nei prossimi mesi in tantissimi teatri del centro-nord Italia.





