Teresa Cecere e David Marzi raccontano InVIOLAta

Nel mese dedicato alla parità di genere, va in scena InVIOLAta

InVIOLAta è uno spettacolo scritto e diretto da Teresa Cerere e David Marzi, vincitore del Concorso Idee nello Spazio 2024, organizzato dal Teatro Lo Spazio, per la direzione di Manuel Paruccini e Antonella Granata che curano con attenzione la rassegna.

Lo spettacolo fa il suo debutto in versione integrale ed è una riflessione sulla vergogna imposta alle donne e sull’onore maschile, concetti che hanno accompagnato per secoli l’umanità. In scena tre attrici, Maria Barnaba, Sandra Di Gennaro e Ilenia Sibilio, capaci di passare dal maschile al femminile e dal sacro al profano. In particolare i registi hanno affidato il cunto siciliano, tradizionalmente riservato agli uomini, a una ragazza sedicenne.

A raccontarsi dello spettacolo, gli autori e registi dello stesso: Teresa Cecere e David Marzi, a cui diamo il benvenuto sulle nostre pagine.

Vi ritrovate a tornare sul palco del Teatro Lo Spazio dopo la vittoria al Concorso Idee nello Spazio 2024. Cosa vi portate da quell’esperienza e come avete lavorato per realizzare in toto questo spettacolo?

L’esperienza di Idee nello Spazio 2024 resta indimenticabile. Antonella Granata e Manuel Paruccini, i due direttori artistici, si sono dal primo giorno spesi per farci sentire a casa. Una casa in cui credevamo di restare poche ore, e che invece ci ha visto abitarla fino all’ultimo giorno. La sera della finale è stato commovente percepire il clima di reciproca tifoseria e supporto tra tutte le compagnie e vedere la gioia luccicare negli occhi del nostro giovanissimo cast non può che averci emozionato infinitamente. Lo spettacolo nasce già nella sua versione estesa, la grande difficoltà è stata quella di adattare il testo ad un corto di quindici minuti provando a condensare tutti i temi portati in scena.

InVIOLAta sarà in scena nella settimana dell’8 marzo, giornata in cui si ricorderanno, ancora una volta, i diritti delle donne, le pari opportunità e molto altro. Una scelta precisa da parte del teatro e del direttore artistico. Cosa pensate voi dell’8 marzo?

Tutto ciò che comporta incontro, riflessione, dibattito, confronto, anche aspro, su tematiche che riguardano e spronano la cittadinanza attiva riguardo diritti civili e sociali è da noi abbracciato e sostenuto. Ringraziamo quindi la direzione artistica per averci collocato nel periodo di una giornata così simbolica.

Nel vostro spettacolo riflettete sulla vergogna imposta alle donne e sull’onore maschile, come avete affrontato questi due importanti temi?

La prima intuizione, che speriamo si riveli efficace, è stata quella di rendere protagonista la corporeità. Attraverso linguaggi come il teatro fisico, la body percussion, accenni di danza, il corpo si fa manifesto di violenza subita e perpetrata. Violenza imposta, appunto, anche dalla vox populi, dal pensiero moralista giudicante dei personaggi che raccontiamo.

Un punto di partenza fondante della nostra ricerca è stato il libro “Le Svergognate”, vero e proprio saggio antropologico scritto da Lieta Harrison circa sessant’anni fa e che indagava la condizione femminile negli anni del boom economico rispetto a sessualità, emancipazione, famiglia e onore. Ci ha portato a riflettere su quanto, anche le donne, introiettano, anche inconsciamente, la prevaricazione patriarcale.

Il tema dell’onore maschile è qualcosa che non stiamo abbandonando. Stiamo collaborando, infatti, con il Teatro Zihni Sako di Argirocastro (Albania), con un nuovo progetto dal titolo “Onora il Padre”.

Protagonista è la vicenda dell’allora giovanissima Franca Viola, colei che attraverso la sua scelta personale, ha messo in discussione un intero sistema che andava avanti da decenni. Quante “Franca Viola” ci sono ancora oggi? Cosa è cambiato da quel 1965 anno del suo rapimento e della violenza, o dal 1981, quando fu eliminato il delitto d’onore e il matrimonio riparatore dal codice penale come legittimazione della violenza sulle donne?

Innanzitutto ricordare che lo stupro è diventato reato contro la persona e non solo contro la morale solo nel 1996 mette i brividi. Fortunatamente molto è cambiato. Sfortunatamente molto deve ancora cambiare. Molte donne hanno ancora paura di denunciare la violenza. La maggior parte delle violenze è subita in casa, tra le mura amiche e il “Victim blaming” è un tema ancora da scandagliare in profondità. Nel nostro spettacolo proviamo a riflettere sulla comunicazione dei media nei nostri anni e di come intervenga nel pensiero e nella morale comune. Forse è meno manifesto, più subdolo, ma purtroppo ancora diffuso.

Cosa volete arrivi allo spettatore?

Abbiamo la speranza di sorprendere. L’età delle ragazze, la loro freschezza e genuinità, la spensieratezza, il talento, unito ad una narrazione che non vuole retorica e che cerca di passare attraverso linguaggi differenti, speriamo lasci al pubblico un “pugno nello stomaco” colmo di fiducia nel domani.

Protagoniste in questo spettacolo, sono le donne. quale può essere oggi, la forza delle donne e quale quella di domani?

La forza delle donne di oggi è, probabilmente, quella di cercare di abbattere ogni forma di cliché, rivendicando una libertà di pensiero e di espressione che sia alla pari di quella degli uomini e quindi, l’augurio più grande che possiamo farci è quello di sperare che la forza delle donne di domani non sia legata a eroine che diventano icone di coraggio o esempio di imprese straordinarie, ma semplicemente sia la voce di chi, serenamente e liberamente, può seguire le proprie passioni, i propri interessi, la propria strada senza moralismi, pregiudizi e limitazioni al proprio essere autenticamente se stesse.

Quanto continuano ad essere presenti oggi questi pregiudizi e come possiamo modificare il pensiero, in particolare quello dei giovani e giovanissimi?

Crediamo che ognuno debba usare tutto ciò che ha a disposizione per poter cambiare le cose. Noi proponiamo spettacoli nelle scuole, workshop, dibattiti, lezioni aperte. La nostra “arma” è la cultura perché è il settore che ci siamo scelti. I pregiudizi ci sono e probabilmente faticheranno ad andare via del tutto. Se ognuno, però, fa la sua parte, i passi avanti possono essere enormi.

Grazie e in bocca al lupo!

Sissi Corrado

Responsabile del Blog Interessi tanti: lettura, scrittura, teatro, cinema, musica, arte, collezionismo, sociale, ecc.

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