La società Alienata di Alessandro Giova

Quanto ci possiamo sentire “alieni” in un mondo pronto alla catastrofe? Giova prova ad Alie(ni)Nati

Al Teatro degli Audaci, in scena “Alie(ni)Nati”, vincitore del Premio come miglior spettacolo e il Premio della Giuria al concorso “Autori nel cassetto, attori sul comò“, scritto e diretto da Alessandro Giova, che è anche uno degli attori insieme a Cristina Todaro e Fabrizio Loreti.

Lo spettacolo, come si evince dal gioco di parole del titolo ossia Alieni Nati, ma anche Alienati, esprime la condizione di sentirsi “Alieno”, ovvero talmente disillusi da non sentire questo mondo come nostro. Dall’altra invece esserne parte, ma nutrire il desiderio di staccarsene e in qualche modo eliminare sé stessi da un mondo di cui sentiamo di essere ospiti scomodi.

La trama dello spettacolo è la seguente: durante la notte di San Lorenzo, tre amici ubriachi, un writer, una antropologa/filosofa e un astrofisico autodidatta, esprimono i loro desideri, rivelando la loro personalità che rappresenta poi alcuni dei caratteri umani: la spinta dell’uomo al continuo progresso, la difesa della Natura e la stoltezza dell’uomo comune, sempre uguale a sé stesso qualunque cosa accada. Partendo dai loro desideri, si ritrovano a fondare un partito folle, burlesco, da chiara presa in giro di tutti e di tutto, basti pensare che un punto della campagna elettorale è l’imprescindibile obbligo per i parlamentari di indossare uno scolapasta, per rendere omaggio ai pastafariani. Il tutto con l’obiettivo di perdere le elezioni prendendo in giro parlamento, politica, giornalisti e quant’altro. Ma accade l’impensabile e il partito stravince. “Gli Alieni”, si ritrovano a comandare il paese, a decidere le sorti dello stesso, a dover far fronte a problematiche importanti e difficili. Un crescendo di soluzioni assurde e di decisioni paradossali che porteranno alla distruzione del mondo e dei suoi abitanti, facendo nascere nei protagonisti il dubbio: salvare il vecchio mondo o crearne uno nuovo?

La rappresentazione mi è piaciuta moltissimo, ho trovato gli attori bravi e preparati; divertenti, patetici e tristi nello stesso momento, calati perfettamente nella parte. La scenografia, che era composta da pochi ma significativi oggetti come pouf, tavoli, amache, panchine, a dar l’idea di un parco pubblico, una sede elettorale, un ufficio parlamentare, veniva spostata e riposizionata dagli stessi attori, cosa che a mio parere ha dato uno spessore in più a tutta la commedia. L’ha fatta diventare più vera, più sentita.

Uno spettacolo “fuori di testa”. Particolare, diverso, simpatico, esilarante. Una presa in giro del nostro mondo, delle ideologie più disparate, degli eccessi, della frenesia, della politica. Uno spettacolo che ci fa riflettere e non poco, sull’importanza delle leggi che regolamentano la società, sulle assurde convinzioni di alcuni, veramente eccessive, sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Potrebbe essere uno spettacolo da far vedere agli alunni dei licei per poi istituire un dibattito, un’idea, una messa in scena che avvicini gli studenti a questo mondo politico che ci governa e che spesso non comprendiamo.

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Raffaella Monti

48 anni, una vita con i bambini ... degli altri, a raccontare favole e a gustarmi film e letture. E se c'è il lieto fine ... meglio!

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