Pubblicato il: 24 Dicembre 2019

Lo schiaccianoci al Teatro Garbatella

In Recensioni

tutto quello che ci si aspetta c’è

È andato in scena il 23 dicembre al Teatro Garbatella di Roma, lo spettacolo “Lo Schiaccianoci“, sinodo creativo della Compagnia Nazionale Raffaele Paganini e la Compagnia Almatanz di Luigi Martelletta, quest’ultimo coreografo dello spettacolo.

Il balletto ispirato alla celebre favola di E. T. A. Hoffmann e musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij, è un classico teatrale per il periodo delle festività natalizie, e la variante messa appunto per il Teatro Garbatella risponde bene alla voglia di ‘classico’ che si può avere. 

I balletti presentati dalla compagnia riprendono con fare narrativo piuttosto fluente varie parti degli atti del balletto, partendo già dall’Ouverture a sipario chiuso. Insomma tutto quello che ci si aspetta c’è: l’albero di Natale, la consegna dei regali, le danze, i fiocchi di neve e i fiabeschi personaggi che con le loro danze danno corpo e soprattutto movimento, al sogno della piccola protagonista Clara e del suo principe schiaccianoci. 

Interessante è l’apertura dello spettacolo: Clara con altri 3 compagni si trova seduta ad un tavolo immersa nella lettura di in un libro, a sorvegliare i quattro ragazzi una suora tutrice; in questo scenario, l’arrivo dei genitori che la scelgono e la portano nella loro casa donandole vestiti e regali, ricorda il momento di una insperata adozione appena prima della festa di Natale. L’idea di Clara come orfanella che  sogna di essere adottata prima ancora di sognare il principe Schiaccianoci, rende da un lato ancora più favoloso e fiabesco l’intero balletto e lo svelarsi dei vari personaggi, dall’altro ancora più amaro il momento del risveglio, dove la Suora tutrice ricompare a svegliarla dal banco dell’orfanotrofio.

Inoltre il balletto messo in scena, minimizza e quasi elimina i momenti di scontro tra topi e soldatini, rendendolo quasi una favola di Natale, molto adatta anche ai più piccoli, dove tutta l’attenzione è sul ballo e sulla celeberrima composizione musicale.

Anche se la composizione è risultata un po’ più lenta nel prima parte dello spettacolo, ogni atto è stato applaudito dal pubblico, riconoscendo la bravura di tutta la Compagnia e degli Etoile Vittorio Galloro e Arianna Lafita. 

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