Presentato ufficialmente Doriana di Mariano Lamberti al WeGil di Roma

Doriana

 Un film che parla del rinchiudersi in casa

La storia del film Doriana è un art-movie introspettivo, è una storia semplice, sofferta, triste e, purtroppo attuale. La protagonista è una donna che ha sempre vissuto per il lavoro e che ha sempre guardato gli altri dall’alto delle sue certezze e dei suoi traguardi. Fino a quando perde il lavoro e questo da crollare le sue convinzioni. Si chiude in casa, ha paura di uscire e trova nei social network un modo di comunicare con il mondo. Attraverso i social comincia a raccontarsi in streaming. Accade allora, che da attenta solo all’estetica, Doriana scoprirà una donna più vera, più autentica, che la porterà verso una rinascita.

Nel film sono presenti riferimenti al libro “Dorian Gray” di Oscar Wilde, attraverso delle citazioni. Soprattutto, come il protagonista del famoso libro, anche la nostra Doriana, vede sul suo viso, impresso su una foto, i segni dei cattivi sentimenti e le tracce che lasciano.

Alla prima visione del film, prima visione anche per l’attrice stessa, presso il WeGil di Roma il 18 settembre, era presente la consigliera regionale Michela di Biase, che nella breve presentazione, ha elogiato, giustamente, il regista Mariano Lamberti per le sue doti di scrittore, poeta e regista. Così come il regista ha elogiato la protagonista Caterina Gramaglia e tutto il cast presente ed in modo particolare ha sottolineato la struggente bellezza della canzone finale di Giuseppe Ricca che ha fatto da sfondo all’installazione video di Andrea Biavati.

Tratto dal testo teatrale “Doriana Grigio Vana” di Roberta Calandra, il film, pur essendo precedente al lockdown ce ne riporta tutti i sentimenti: la reclusione, la depressione, la paura. Ci da uno spaccato di realtà evidenziando che sono tante le persone che negli ultimi anni hanno preferito chiudersi in casa e relazionarsi solo con la tecnologia.

Nel film, in ogni streaming era segnato il numero di follower, così tanto inseguito da chi vive attraverso i social network. Più la protagonista soffriva e più il numero aumentava. Ma bastava che lei chiedesse aiuto a loro e tutti, ed erano milioni, sparivano.

Girato quasi interamente con un iphone, il film è una sfida accettata dal regista Lamberti, che, da spettacolo teatrale lo ha trasformato in un film attualissimo, sia per contenuti, come già detto, che per le modalità di ripresa. Un monologo intenso, forte, sofferto, che arriva allo spettatore proprio tramite quello schermo che la protagonista usa come barriera. Le scene, girate in un interno casa, sono come Doriana: grigie. I giochi di luce, ad opera di Antonio Gambrone, rispecchiano i sentimenti della protagonista. Le musiche di Giuseppe Ricca, che accompagnano le scene, rendono il tutto ancora più intenso. L’attrice protagonista, Caterina Gramaglia, interpreta con passione e con bravura Doriana, personaggio non facile, cupo, antipatico.

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Raffaella Monti

Raffaella Monti

48 anni, una vita con i bambini ... degli altri, a raccontare favole e a gustarmi film e letture. E se c'è il lieto fine ... meglio!

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