Raffaello di Vittorio Sgarbi

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500 anni dalla morte dell’artista rinascimentale

Si è tenuta il 9 ottobre al Teatro Olimpico la prima di “Raffaello”, uno spettacolo studiato da Vittorio Sgarbi appositamente per l’approssimarsi dei 500 anni dalla morte dell’artista rinascimentale.

Divisa in più ‘atti’, la narrazione della vita del grande maestro è stata intervallata dai componimenti per violino di Valentino Corvino, autore e attore della colonna sonora per i sei video realizzati dagli artisti Elide Blind, Niccolò Faietti, Domenico Giovannini, Mikkel Garro Martinsen, Simone Tacconelli e Simone Vacca.

La premessa allo spettacolo, è un iniziale paragone con Leonardo o con Caravaggio, protagonisti di passati spettacoli simili per natura a quello in programmazione ora, che il critico Sgarbi ammette di preferire per più piacevole narrazione a Raffaello, giustificando questa leggera antipatia come confronto con la vita perfetta, e perfetta opera dell’artista: ciò nonostante quello che si avrà durante la serata è un racconto di quasi tre ore e mezza su l’ineguagliabile pittore.

Con la sua maniera ha segnato la sua epoca, così Sgarbi spiega e argomenta durante l’intero spettacolo mostrando opere e artisti inevitabilmente influenzati dal grande a loro contemporaneo, come anche lo stesso modo di intendere l’arte oggi.

Attraverso letture da trattati storici, da Vasari a Marco Boschini, e la proiezione delle opere via via discusse dal critico, la lezione si snoda tra il 1483, anno di nascita del pittore ad Urbino, fino alla morte nel 1520, lungo l’intera vita di Raffaello coincidente con il passaggio dal ‘400 al ‘500, l’epoca che ha cambiato il corso della storia illuminata dalla rinascita del genio italiano.

Non mancano cenni alla contemporaneità, critiche e battute di politica che Vittorio Sgarbi non si risparmia e che divertono il suo pubblico, sul finale esausto della maratona storico-artistica lunga 37 anni.

Lo spettacolo è in programmazione fino a domenica 13 ottobre e promette di cambiare ogni sera sino alla piena soddisfazione del suo autore. Un’occasione per scoprire qualcosa in più su un artista e su un’epoca spesso conosciuta solo attraverso opere slegate e lontane tra di loro.

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